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Deutsche Bank, lo studio (ritirato) contro la finanza tedesca che agita la corsa al voto

Un analista ha pubblicato un documento in cui fa a pezzi le banche «sclerotizzate» e i programmi dei candidati. L’istituto di credito costretto a prendere le distanze

Lo studio di un analista di Deutsche Bank sul sistema finanziario tedesco piomba sulle elezioni in Germania. E rischia di provocare uno sconquasso a dieci giorni dal voto per il Bundestag. Tanto da costringere la banca a ritirarlo ufficialmente senza troppe spiegazioni. La storia comincia quando un analista di Deutsche Bank Research pubblica sul sito dell’istituto di credito un documento di una ventina di pagine intitolato “Agenda per una riforma del mercato finanziario in Germania“. L’analisi punta il dito sulla piazza, definita come «assopita in un sonno profondo per anni» e in declino. Ma se la prende anche con la politica, visto che giudica inadeguati al riguardo i programmi elettorali dei più importanti partiti.


Il re tedesco è nudo

L’analista di Deutsche Bank tratteggia un quadro preoccupante della situazione della Germania: la quarta economia mondiale ha trascurato il proprio settore bancario, che ha finito per sclerotizzarsi e oggi non è in grado di rispondere alle esigenze del mercato dei capitali tedesco. Mentre le agenzie governative come la BaFin, l’ente regolatore degli istituti di credito, sono dominate dagli avvocati e non dagli investigatori. Con il risultato che gli scandali come quello di Wirecard proliferano senza che i regolatori si accorgano di nulla. Nel complesso, secondo l’autore, la piazza finanziaria tedesca è rimasta in letargo per anni e ora si trova indietro nel confronto internazionale. Mentre il comparto bancario è cronicamente in fase di bassa crescita, sclerotizzato e inefficiente. Critiche talmente dure da spingere la banca a dissociarsi e a ritirare il lavoro: riflette soltanto le opinioni dell’autore in merito, ha fatto sapere un portavoce della banca a inizio settimana, si tratta di «concetti che non sono condivisi da Deutsche Bank».


Ma la sensazione è che la mossa di Deutsche sia arrivata per tappare la bocca al bambino che dice che il re è nudo. Anche perché sia i cristiano democratici di Armin Laschet che i socialdemocratici di Olaf Scholtz nei loro programmi elettorali hanno invece elogiato quel «collaudato sistema a tre pilastri» che nell’analisi perde il confronto persino con l’Italia, dove il sistema delle banche popolari è stato riformato nel 2015. Intanto un sondaggio dell’Istituto Infratest dimap per l’Ard Deutschlandtrends dà in rimonta la Cdu, che guadagna due punti percentuali e arriva al 22%, mentre i socialdemocratici della Spd sono sempre al primo posto con il 26%. I Verdi scendono al 15% (-1), i liberali all’11% (-2) così come l’estrema destra (-1). Solo il partito di sinistra Die Linke rimane invariato al 6%. Se si votasse direttamente per il cancelliere, il candidato dei socialdemocratici Olaf Scholz otterrebbe il 40% dei consensi, quello dell’Unione Cdu-Csu il 19% (+ 3 punti) e quella dei Verdi Annalena Baerbock il 13%.

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