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Elezioni in Russia, stravince il partito di Putin. Ma Usa e Ue denunciano: «Voto non libero, violati anche gli obblighi internazionali»

20 Settembre 2021 - 20:10 Chiara Piselli
epa09477861 The Russian Central Election Commission (CEC) head, Ella Pamfilova (C), leads a briefing at the CEC information center following the Russian Parliamentary elections in Moscow, Russia, 20 September 2021. Representatives from eight parties entered the State Duma, and United Russia won the most votes and secured a constitutional majority, although it showed a worse result than in 2016, said Ella Pamfilova, chairman of the Central Election Commission.  EPA/YURI KOCHETKOV
Secondo gli oppositori di Putin, il voto espresso per via telematica non sarebbe regolare e avrebbe condizionato pesantemente i risultati finali. Il Partito Comunista sta organizzando le prime proteste. Navalny: «Elezione fasulla»
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Gli Stati Uniti e l’Unione Europea mettono in discussione il modo in cui sono state svolte le elezioni in Russia. I due attori internazionali contestano alla Russia di aver osteggiato procedure libere ed eque prima e durante le operazioni di voto. Gli Usa chiedono a Mosca di «onorare i suoi obblighi internazionali per rispettare i diritti umani e le libertà fondamentali» e mettere fine così alla «campagna di pressione sulla società civile, sull’opposizione politica e sui media indipendenti». Di «clima di intimidazione» parla invece l’Ue che accusa il Cremlino di aver messo a tacere le voci critiche e indipendenti e che definisce l’osservazione sul regolare svolgimento delle elezioni per nulla credibile. «C’è stato un aumento della repressione nei confronti di media indipendenti, politici dell’opposizione, organizzazioni della società civile, giornalisti, attivisti e tutto questo con l’obiettivo di mettere a tacere l’opposizione e rimuovere la concorrenza – ha detto Peter Stano, portavoce della alto rappresentante Ue Josep Borrell -. Ciò ha portato a una limitazione sulle scelte che i russi potevano fare e a informazioni ridotte», ha aggiunto. C’è poi il tema dell’Ucraina. Gli Usa hanno espressamente fatto sapere che non intendono riconoscere le elezioni per la Duma russa nel territorio sovrano ucraino.

I risultati elettorali

Stando a quanto riportato dalla Commissione elettorale centrale, ripresa dall’agenzia di stampa russa Interfax, con la quasi totalità delle schede scrutinate (il 99%), il partito di Vladimir Putin Russia Unita è al 49,82% dei voti. Dietro ci sono: il Partito Comunista con il 19%, il Partito Liberaldemocratico con il 7,49% e Russia Giusta-Patrioti-Per la verità con il 7,42%. Il partito Persone Nuove potrebbe, a sorpresa, superare la soglia di sbarramento del 5% poiché attualmente è dato al 5,35% dei voti. Anche in questa tornata di elezioni parlamentari, in tutti i collegi uninominali di Mosca, i rappresentanti di Russia Unita o i candidati filogovernativi hanno “conquistato” il loro posto nella Duma. Secondo i principali oppositori di Putin, il voto espresso per via telematica non sarebbe regolare e avrebbe condizionato pesantemente i risultati finali. Quanto a dato sull’affluenza è invece pari al 51,68%: «Meglio che nella campagna elettorale precedente», ha commentato Pamfilova, presidente della Commissione elettorale centrale della Russia.

Il Partito Comunista è pronto a scendere in piazza

Con il 19% di preferenze – stando ai dati diffusi – il Partito Comunista della Federazione Russa è la seconda forza politica del Paese. Il partito ha già fatto sapere che non intende riconoscere i risultati del voto espresso per via digitale. Questi risultati sono ancora in via di diffusione, dunque è innegabile si stia registrando un forte ritardo rispetto alla chiusura delle urne. Il Cremlino ha naturalmente una giustificazione. «Il conteggio del voto elettronico è stato ritardato per l’alta attività nel sistema, a causa dell’alto numero di transazioni elaborate», ha fatto sapere per bocca di Artyom Kostyrko, il capo del dipartimento del governo di Mosca per il miglioramento della gestione territoriale e lo sviluppo di progetti intelligenti. «È la prima volta che usiamo questo sistema in elezioni su così larga scala a tutti i livelli: federale, regionale e comunale – ha spiegato – e quindi c’è un gran numero di schede elettorali. Pertanto, la decodifica e la preparazione dei protocolli ci ha preso molto più tempo di quanto ci aspettassimo». Ma intanto il Partito Comunista sta organizzando le prime manifestazioni di protesta a Mosca. Ci sono già due date: il 25 settembre e il 3 ottobre. Manifestazioni simili «si terranno presto in tutta la Russia: riassumeremo i risultati delle elezioni in strada», ha commentato il vicepresidente del comitato centrale del Partito Comunista Vladimir Kashin.

Navalny: «Il voto digitale è fasullo, ribalta i risultati»

Anche Alexei Navalny, tra i maggiori oppositori del Cremlino, non riconosce il voto telematico e con un post su Instagram mette in discussione le operazioni di scrutinio. L’attivista parla apertamente di falsificazione dei risultati: «Il “robot” sta pensando a lungo. Alle elezioni del 2019, questo ‘robot’ ha pubblicato i risultati istantaneamente, ma ora sta pensando. È chiaro il perché. Per quanto ho capito, secondo i dati dei seggi elettorali fisici, si può vedere che a Mosca i candidati del Voto Intelligente hanno vinto in 11 circoscrizioni su 15 e a San Pietroburgo in 7 su 8. Pertanto il robot ci ha pensato, si è acceso una sigaretta e ha deciso di rallentare la pubblicazione nell’attesa che le astute manine di Russia Unita falsificassero i risultati in quelli completamente opposti».

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