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Maresca, il pm antimafia che corre per il centrodestra, ma da indipendente: «Me ne fotto dei simboli»

Pluripremiato per la lotta alla camorra, il magistrato si è fatto conoscere in tutto il Paese per aver lavorato all’arresto del boss dei Casalesi, Michele Zagaria

Si parlava di una sua discesa in campo già nel 2020, per il rinnovo del consiglio regionale. Il centrodestra, tuttavia, è riuscito a convincere il pm antimafia a scendere nell’agone politico un anno più tardi, in tempo per le elezioni comunali di Napoli. Catello Maresca – che in un’intervista aveva detto: «Il politico di professione non lo farò mai» -, ha ufficializzato la sua candidatura il 26 maggio 2021, definendosi «indipendente» e ammettendo pubblicamente: «Me ne fotto dei simboli». Ha chiesto a Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia di credere «nel suo nuovo modello e accogliere il mio progetto facendo un passo di lato». Secondo i sondaggisti, al primo turno sarà distaccato di parecchie preferenze dal candidato di Pd e M5s, ma i suoi voti e quelli di Antonio Bassolino dovrebbero impedire a Gaetano Manfredi di vincere al primo turno.


Chi è Catello Maresca?

Nato a Napoli nel 1972, Maresca è entrato in magistratura già all’età di 27 anni. Ha iniziato la carriera giuridica lavorando come magistrato inquirente, assegnato alla sezione competente per i reati finanziari. Nell’ottobre 2007, è approdato alla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. È stato membro del pool che ha portato all’arresto del boss dei Casalesi, Michele Zagaria, nel 2011. Un’altra celebre operazione alla quale ha preso parte è quella denominata Gomorrah, mirata a reprimere il traffico internazionale di merce contraffatta. Ha rappresentato l’accusa in diversi processi in cui erano coinvolti camorristi e, per questo, sta vivendo sotto scorta dal 2008. Ha ricevuto – per la lotta alla camorra – il premio Falcone e Borsellino, il premio Livatino e il premio Caponnetto di magistrato scomodo alla mafia.


La corsa a Palazzo San Giacomo

Da sostituto procuratore Generale di Napoli e docente di Diritto e legislazione antimafia presso l’Università Vanvitelli di Napoli – cattedra vinta nel 2018 -, Maresca ha deciso di candidarsi da «indipendente» nella corsa a Palazzo San Giacomo. Il centrodestra ne ha appoggiato la candidatura con qualche attrito, visto che il magistrato ha deciso di fare campagna elettorale senza i simboli dei partiti. Nel caso della Lega, il sostegno a Maresca non è stato ufficializzato. Nel suo programma, il candidato sindaco ha inserito come prioritarie la lotta alla criminalità organizzata, la questione della famiglia – si è dichiarato cattolico convinto -, e il coinvolgimento dei privati nella riqualificazione degli spazi urbani. La sua campagna elettorale ha subito una batosta quando, l’8 settembre, la commissione prefettizia ha bocciato quattro liste che lo supportavano, presentate dopo la scadenza.

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