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Non vuoi vaccinarti? In America perdi il lavoro e non hai diritto nemmeno all’indennità di disoccupazione

Negli Usa chi viene licenziato perché non si è immunizzato rischia di dover rinunciare anche ai sussidi. Ma ci sono anche delle zone “grigie”

Non solo l’Italia che dal 15 ottobre imporrà il Green pass a tutti i lavoratori pubblici e privati (grazie all’accelerata voluta dal ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta). Anche in America, infatti, molti datori di lavoro stanno cominciando a chiedere ai propri dipendenti un vaccino anti-Covid come condizione per l’impiego. Un fatto che sta facendo discutere e che, come scrive CNBC, potrebbe avere pesanti ripercussioni sugli stessi lavoratori. Chi viene licenziato, infatti, rischia di non poter avere nemmeno il sussidio di disoccupazione. Ma ci sono alcune eccezioni, come spiegano gli esperti del diritto del lavoro.


Cosa sta succedendo in America

Negli Usa sarebbero diverse le aziende che hanno licenziato o stanno per licenziare centinaia di lavoratori non vaccinati. C’è anche chi ha collocato più di 2.200 persone in aspettativa non retribuita. In altre parole, anche gli americani hanno deciso di usare il pugno duro contro gli scettici del vaccino. Sembra essere chiaro, infatti, che chi non è vaccinato e non ha un’esenzione per motivi di salute o religiosi, è probabile che non sia ritenuto nemmeno idoneo per i sussidi di disoccupazione, spiega Christopher Moran, avvocato del lavoro. Secondo la Society for Human Resource Management, il 28 per cento dei lavoratori americani ha dichiarato di non volersi immunizzare dal virus, anche a costo di perdere il lavoro. Le interviste sono state fatte nei primi due mesi dell’anno.


Quali sono le zone “grigie”

Il rifiuto di sottoporsi al vaccino potrebbe essere considerato “cattiva condotta”, dunque si perderebbe sia il posto di lavoro sia gli eventuali benefici per sostenere il lavoratore disoccupato. Allo stesso modo, lasciare un’occupazione per non farsi il vaccino non sarebbe visto probabilmente come “buona causa”. Il condizionale è d’obbligo visto che le imposizioni in tema di vaccino e lavoro sono arrivate da poco. Intanto, un lavoratore, che ha un’esenzione dall’obbligo vaccinale per motivi medici o religiosi, potrebbe non essere licenziato ma posto in aspettativa non retribuita. E in questo caso, forse, potrebbe essere approvata persino una richiesta di benefici.

La linea che prevale, comunque, è quella dei datori di lavoro che hanno il diritto di proteggere la sicurezza sul lavoro e, dunque, possono licenziare chi non vuole vaccinarsi. Ma ci sono ancora zone “grigie”, che variano da Stato a Stato. Alcuni legislatori, dal Tennessee al Michigan, stanno provando a trovare delle soluzioni. Nel Tennessee, ad esempio, è stata proposta una legge per permettere ai lavoratori, che hanno lasciato il lavoro a causa dell’obbligo vaccinale, di accedere ai sussidi di disoccupazione. Nell’Idaho o nel Michigan, infine, stanno cercando di vietare del tutto i licenziamenti scaturiti dal rifiuto di vaccinarsi da parte del lavoratore.

Foto in copertina di repertorio: Kena Betancur/AFP

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