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Proteste No Green Pass a Trieste, la «donna incinta manganellata dalla polizia» non è incinta ed è stata colpita da un idrante

Una donna è stata veramente ferita a Trieste durante gli scontri tra manifestanti e polizia, ma non risulta che fosse incinta e la stessa smentisce le manganellate

A seguito degli scontri tra Polizia e manifestanti No Green Pass al porto di Trieste, dal 18 ottobre 2021 circola un video di una donna che viene soccorsa per una ferita sanguinante sulla fronte. Nonostante nel video non si faccia alcun riferimento alle sue condizioni, nelle condivisioni social si sostiene che la donna fosse incinta e fosse stata manganellata dagli agenti. In molti avevano diffuso lo screenshot decontestualizzato di un articolo del 2014 del sito Blastingnews, collegandolo erroneamente alla vicenda di Trieste nonostante nel titolo si leggesse chiaramente «Milano». Allo stesso tempo, lo screenshot veniva usato erroneamente per smentire la narrativa della “donna incinta manganellata a Trieste”.

Per chi ha fretta

  • Circolano due video della vicenda, ma in nessuno dei due si afferma che la donna sia incinta.
  • In un commento nel gruppo Facebook dei sostenitori dei portuali, l’utente Claudia afferma di essere la persona ritratta e smentisce la narrativa della donna incinta.
  • Nei commenti di un amico, la signora Claudia conferma di essere lei la donna dei video. Nell’intervenire, smentisce sia la narrativa della donna incinta e manganellata dalla Polizia.
  • La signora afferma di essere stata colpita dall’idrante della Polizia, un colpo tale da causarle una ferita al volto.
  • Il colpo dell’idrante è testimoniato in un video diffuso sui social.
  • La signora afferma di essere stata portata in ospedale e di essere stata successivamente dimessa.

Analisi

Tra i primi a condividere il video è l’utente @eits77 in un tweet delle ore 14:07 del 18 ottobre 2021 con il seguente commento: «Donna incinta presa a manganellate #Trieste #nogreepass #vergogna».

In un altro video, pubblicato via Twitter da @RadioGenova (nuovo account di @RadioSavana), la voce narrante racconta del soccorso per la donna senza però ritenere che fosse incinta. Riportiamo entrambi i video qui sotto:

Il video è stato ampiamente condiviso non solo su Twitter, ma anche via Facebook. Non solo, in merito al presunto episodio sono stati diffusi anche dei fotogrammi e dei meme.

Uno dei post dove viene condiviso il video. L’autore scrive: «Trieste, polizia picchia una donna incinta»

L’errato collegamento con l’articolo di Milano

La vicenda viene ricollegata a un’altra storia, quella dello screenshot relativa all’articolo del 2014 di Blastingnews spacciato per odierno. A contestarne la diffusione è stata anche Rossella Fidanza dal suo canale Telegram: «Comunicazione di servizio per chi commenta. La signora in attesa che è stata colpita ieri a Trieste NON ha perso il bambino. Quello che state diffondendo NON riguarda ieri, è una notizia del 2014 e si tratta di MILANO. Quindi, cortesemente, smettetela di continuare a pubblicarla, grazie».

Foto e meme sulla presunta donna incinta di Trieste

Una foto raffigurante la donna viene condivisa nel gruppo Facebook Io sto con i portuali di Trieste da Riccardo Prisciano, consigliere comunale di Tarcento (UD) citato in un precedente articolo. Ecco il testo del post:

Donne incinta prese a manganellate, fumogeni sui bambini, idranti su lavoratori pacifici che pregavano, cariche su madri e padri di famiglia che fino ad un attimo prima portavano caffè e cornetti a quegli stessi poliziotti.

No, queste violenze non possono essere giustificabili.

No, queste violenze non possono restar impunite.

Non in uno Stato di diritto!

Denunciate, gente!

Denunciate!

P.s.: la donna incinta nella foto è nel gruppo?

Il 19 ottobre 2021 viene diffusa la foto di un cellulare raffigurante un post Facebook che riporta il seguente testo:

La donna incinta ferita a Trieste ha perso il bambino, ma non interessa a nessuno, come non interessa a nessuno tutti i giovani che stanno morendo per il “siero maledetto”, Mussolini avrà anche imposto la “tessera fascista” per lavorare ma non ha mai imposto di iniettare un “siero sperimentale”, dove si rischia la morte,qui siamo a livelli peggiori non ci sono dubbi. SOLIDARIETA’ AI PORTUALI DI TRIESTE SEMPRE.

La prima smentita nel gruppo dei sostenitori dei portuali

Alle ore 11:00 del 19 ottobre 2021, l’utente Annalisa condivide lo screenshot di un commento dell’utente Claudia. Il post con l’immagine è stato pubblicato nel gruppo Facebook Io sto con i portuali di Trieste:

Ragazzi la donna colpita a manganellate sta bene basta finti allarmismi . Si sta confondendo una notizia del 2014 con quella attuale cioè di ieri la donna è stata colpita in viso non in pancia . In ogni caso il gesto fatto su questa donna non è giustificabile in alcun modo . Vergogna 🤮#iostoconiportuali

Al numero Whatsapp riceviamo un altro screenshot con lo stesso commento. Ecco il testo che avrebbe pubblicato l’utente Claudia Zanuttini:

Buongiorno a tutti! Non sono incinta, solo in sovrappeso!!!

Comunque, sono in ospedale, sto abbastanza bene!

Vi ringrazio e sono on voi con il cuore! Un abbraccio a tutti

Claudia

Una delle foto del commento di Claudia, ricevuta nel nostro numero Whatsapp.

La signora risulta iscritta da venerdì 15 ottobre 2021 nel gruppo Facebook Io sto con i portuali di Trieste.

Dopo la smentita della gravidanza c’è quella delle manganellate

Verificando gli account degli amici Facebook di Claudia, troviamo un post dove un utente contesta il collegamento con l’articolo del 2014. Nei commenti interviene anche Claudia:

Karla: «C’è un po’ di fike in giro . La donna incinta . Chi ha messo sta voce in giro è peggio di chi ha tirato la manganellata . L’articolo che parla del fatto rissale al 2014»

Valentina: «C’è un video… guarda nel mio profilo»

Barbara: «Valentina ***** non è incinta quella che ha preso la manganellata a Trieste. Lo era invece quella che nel 2014 ha perso il figlio. Sono cmq capaci di farlo ma spero che nessuna donna incinta abbia fatto la stupidaggine di andare a Trieste. Ma neanche alle manifestazioni che ci sono in giro per le città voglio sperare perché altrimenti non hanno capito nulla della situazione che c’è»

Claudia: «Barbara ***** non era una manganellata, sono stata colpita dagli idranti puntati ad altezza uomo da 10/15 metri di distanza»

Barbara: «Claudia Zanuttini urca pure gli idranti fanno sto effetto»

Barbara: «Claudia Zanuttini come stai ora?»

Claudia: «Barbara ***** appena dimessa! Dolorante ma bene! Grazie!» [commento delle 15:07 del 19 ottobre 2021, ndr]

A seguito dei commenti degli utenti che riportano uno degli screenshot pubblicati via Twitter, Claudia conferma ancora di essere lei la donna nel video: «Valentina ****** si… sempre io… quindi? Vuoi o volete una foto della mia faccia ora per essere sicuri? Non ho ben capito l’ Oooops di Lorenzo **** e il Taac di Andrea *****».

Il video dell’idrante

Un utente, che ringraziamo, ci segnala un video dove la donna viene colpita dall’idrante e portata via.

Ecco alcuni fotogrammi dell’accaduto. Nel primo notiamo che il furgone della Polizia utilizza l’idrante verso l’alto, ma nel secondo abbassa il tiro colpendo la signora. Nel terzo fotogramma viene soccorsa dai presenti, mentre gli agenti di Polizia sono lontani dall’area. Negli ultimi, la signora viene portata via dagli altri manifestanti.

Conclusioni

Non risulta nei video alcun riferimento a un presunto stato di gravidanza della donna. Quest’ultima, intervenuta in prima persona nel gruppo Facebook e in risposta nei post di un’amica, ha smentito la narrativa della «donna incinta e manganellata».

Risulta vero che fosse presente nel porto di Trieste insieme agli altri manifestanti, partecipando alle proteste e subendo il getto dell’idrante (come dimostrato dal video diffuso online) costringendola a rivolgersi agli operatori sanitari del Pronto Soccorso di Trieste.

La donna non si è dichiarata incinta e non ha perso alcun figlio, smentendo la narrativa che la vedeva collegata allo screenshot di Blastingnews. Di fatto, non potrebbe essere accusata di simulazione di reato come la donna di Milano degli scontri del 2014.

Questo articolo contribuisce a un progetto di Facebook per combattere le notizie false e la disinformazione sulle piattaforme social. Leggi qui per maggiori informazioni sulla nostra partnership con Facebook.

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