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La piazza di Trieste resiste, Puzzer ottiene un faccia a faccia col ministro Patuanelli: «Vogliamo anche Speranza»

Alla fine della giornata di scontri, la questura ha dato la notizia di un agente ferito e tre manifestanti contusi. Dallo sgombero del presidio non si sono registrati incidenti gravi

A Trieste i No Green pass si sono divisi in due gruppi. Dopo lo sgombero del Molo 7 avvenuto nelle prime ore di questa mattina, circa 2 mila manifestanti sono arrivati in Piazza Unità d’Italia mentre un altro gruppo è rimasto vicino al porto. Stefano Puzzer, l’ex portavoce del Coordinamento dei portuali si trova in Piazza Unità d’Italia. Ora è lui il leader della protesta ed è lui che è stato ricevuto dal prefetto di Trieste Valerio Valenti. Al termine dell’incontro Puzzer ha ottenuto un appuntamento con Stefano Patuanelli, ministro dell’Agricoltura e senatore del Movimento 5 Stelle eletto nella circoscrizione del Friuli-Venezia Giulia. L’incontro tra i due dovrebbe essere sabato 23 ottobre. Ora bisogna capire se questa notizia basterà a sciogliere la manifestazione in piazza. Puzzer ha spiegato infatti che all’incontro vuole che ci sia anche il ministro della Salute Roberto Speranza.


Il bilancio dopo una giornata di scontri

La questura di Trieste ha pubblicato un bilancio in cui parla di tre manifestanti contusi, tutti ricoverati in Pronto Soccorso in codice verde. Nel corso della giornata era arrivata anche la notizia di un agente delle forze dell’ordine ferito. Anche oggi si sono registrate aggressioni alla troupe televisive che si trovavano sul posto per documentare i fatti. Sono stati aggrediti giornalisti di Rainews 24, dell’emittente locale Tele 4 e anche del Tg La7.

Salvini e Meloni contro le scelte del Viminale

Mentre le forze dell’ordine proseguivano con lo sgombero del porto di Trieste, Matteo Salvini ha pubblicato un post per condannare le scelte del Viminale: «Settimana scorsa si permette a un manipolo di neofascisti di mettere a soqquadro Roma, oggi si usano gli idranti contro i pacifici lavoratori e cittadini a Trieste. Ma al Viminale come ragionano?». Una critica che è stata replicata anche da Giorgia Meloni: «Idranti contro i lavoratori che scioperano al porto di Trieste. Lo stesso Governo che nulla ha fatto per fermare un rave illegale di migliaia di sbandati, nulla ha fatto per impedire l’assalto alla sede della Cgil, nulla fa per fermare l’immigrazione illegale e combattere le zone franche dello spaccio e della criminalità, che nulla fa contro le occupazioni abusive di case e palazzi privati, tira fuori dai depositi gli idranti per usarli contro dei lavoratori che scioperano pacificamente per non essere discriminati sul posto di lavoro».

Parole simili anche dal resto del centrodestra. Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida, ha commentato: «In relazione alla violenta repressione delle manifestazioni di Trieste avvenuta durante le operazioni di ballottaggio nella città Giuliana, e anche ai gravi fatti di Milano, che hanno visto identificare 40 anarchici provenienti dai centri sociali lombardi, ho chiesto che la ministra Lamorgese renda edotto il Parlamento di quanto accaduto». A reagire contro le misure utilizzate dalle forze dell’ordine per lo sgombero dei manifestanti al porto di Trieste è stato anche il sottosegretario della Lega Rossano Sasso. «Se al Viminale avessero deciso di usare contro i delinquenti che hanno assaltato la sede della Cgil a Roma la stessa forza e determinazione usata oggi a Trieste contro i lavoratori, non ci sarebbe stata nessuna sede sindacale devastata» ha accusato. Per poi aggiungere: «Permissivi con i delinquenti, idranti e lacrimogeni contro i lavoratori. Perché?».

In copertina ANSA/PAOLO GIOVANNINI | Trieste, 18 ottobre 2021.

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