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Gli altri audio di Salvini contro Meloni: «Basta litigare per un voto in più. Milano? Il mio obiettivo sono politiche»

Altre registrazioni del leader della Lega circoscrivono i rapporti piuttosto tesi nel centrodestra

Dopo quelle pubblicate ieri dal Foglio, altre registrazioni audio di Matteo Salvini su Giorgia Meloni circoscrivono meglio il rapporto tra i due leader del centrodestra, uniti alle elezioni ma divisi dal governo Draghi. Il segretario della Lega, al riparo dalle telecamere e parlando con i suoi deputati e senatori, spiega che «con tutto l’affetto per Milano, il mio obiettivo sono le politiche», riferendosi alla sconfitta del candidato del centrodestra Luca Bernardo nel capoluogo meneghino. «Le elezioni non sono andate bene», ammette il Capitano. «Aritmeticamente, uno potrebbe dire che abbiamo 64 sindaci in più. Ma quando perdi con ignominia, con trenta punti di distacco in alcune grandi città, c’è poco da festeggiare. Sicuramente la divisione del centrodestra in due o tre pezzi non aiuta. Con tutto l’affetto per le comunali di Milano o di Genova, e per le regionali in Sicilia, la mia azione, la mia visione è calibrata sul 2023-2028».


L’analisi del voto nel teatro Sala Umberto di Roma è impietosa: «Ieri, durante il pranzo con Berlusconi e la Meloni, mi è sembrato chiaro che fosse evidente a tutti che litigare per un voto in più ci porta ad essere al massimo il migliore dei perdenti». E ancora: «A me non me ne frega un cazzo di essere il migliore tra quelli che perdono». E la Meloni? «Ovvio che noi abbiamo un centrodestra al governo e uno all’opposizione. Però c’è modo e modo: si può concordare una quota complessiva di rotture di coglioni, che però vada a minare il campo di Pd e Cinquestelle. E non va fatta scientemente, come è accaduto negli ultimi mesi, per mettere in difficoltà il centrodestra».


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