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Reddito di cittadinanza, la svolta di Draghi: taglio se si rifiuta il lavoro e meccanismo anti-frodi

Riduzione dell’assegno al primo o al secondo rifiuto di offerte di lavoro. E controlli preventivi su residenze e domicilio. Così il governo vuole risparmiare 700 milioni sul sussidio

Il reddito di cittadinanza cambia. Nella Legge di Bilancio del governo Draghi il sussidio diventato simbolo del MoVimento 5 Stelle sarà modificato per evitare le frodi e per spingere ancora di più chi ne usufruisce ad accettare un posto di lavoro. Con un possibile taglio in caso di rifiuto. E, di conseguenza, un risparmio di 700 milioni rispetto agli 1,5 miliardi stanziati nel 2022 per pagarlo agli utenti. Che portano il totale della somma stanziata per l’anno prossimo a 9 miliardi di euro. E questo perché nel 2021 il numero dei beneficiari ha continuato a crescere. La svolta di Mario Draghi e Daniele Franco partirà da gennaio 2022. Il Corriere della Sera racconta oggi che le famiglie beneficiarie ad agosto sono state il 5,7% in più rispetto all’anno scorso. E per un totale di 1,67 milioni di nuclei familiari al cui interno si trovano complessivamente 3,8 milioni di persone, ovvero un milione in più rispetto al 2019.


Il quotidiano spiega che secondo l’analisi dei dati le frodi sono frequenti. Per questo il primo provvedimento inserito nella Legge di Bilancio servirà a stabilire controlli ex ante per chi lo chiede. Ovvero diventerà obbligatorio allegare alla domanda un certificato di residenza recente. In più sarà necessario firmare la Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro del richiedente e dei suoi familiari. E questo prima ancora che la domanda venga presa in esame. Sul tavolo c’è poi un intervento sulla potenziale via di uscita dal sussidio che al momento appare, quantomeno, ostruita.


Attualmente i beneficiari perdono l’assegno solo se rifiutano tre proposte di lavoro ritenute “congrue” da parte del loro centro per l’impiego. Ma questo, come hanno spiegato dalle parti dell’Inps, non accade quasi mai. In primo luogo perché le offerte non vengono notificate secondo la legge. E poi perché gli uffici pubblici raramente riescono a portare a uno stesso soggetto tre diverse offerte di lavoro. Per questo il governo Draghi pensa di introdurre alcune limitazioni. La prima è il taglio dell’assegno al primo rifiuto di un’offerta di lavoro. Oppure, più probabilmente, a partire dal secondo rifiuto. Nei piani di chi tiene la cassa questi due interventi dovrebbero far risparmiare almeno 700 milioni rispetto all’aumento di 1,5 miliardi temuto nel costo del Reddito di cittadinanza l’anno prossimo.

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