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Centrodestra spaccato, Berlusconi frena Salvini e Meloni: «Il governo Draghi? Almeno fino al 2023»

Il presidente di Forza Italia: «Siamo orgogliosi di quanto fatto da questo esecutivo». Cinque giorni fa Meloni diceva: «Bisogna andare alle urne, siamo tutti d’accordo»

Tornano a galla le spaccature nel centrodestra. A dividere è in particolare l’ipotesi di voto anticipato. Se FdI e Lega spingono per le urne, Forza Italia non si sbottona e fa prevalere la prudenza. «Possiamo essere soddisfatti e orgogliosi del lavoro fatto da questo governo che abbiamo sostenuto con proposte responsabili e costruttive», ha detto Silvio Berlusconi, intervenuto telefonicamente alla convention di Forza Italia in corso a Mazara del Vallo. «Credo che questo lavoro possa continuare fino al 2023. E anche oltre», ha poi aggiunto, elogiando l’operato di Mario Draghi e facendo intendere che il voto anticipato, almeno nel suo partito, non è una questione all’ordine del giorno. «Noi siamo i primi sostenitori di questo governo che accoglie moltissime delle nostre proposte, a partire dalla campagna vaccinale e dal Green pass, che amo chiamare con il suo vero nome, passaporto sanitario».


Le posizioni di Salvini e Meloni

Sul voto anticipato è diversa la posizione del leader leghista Matteo Salvini che è certo che il prossimo anno «siamo destinati a un governo di centrodestra a guida Lega: prepariamoci, noi vinceremo le politiche». Per lui non c’è dubbio: si andrà al voto, anche perché «stare con Pd e M5s è un po’ complicato, ma è una necessità». Il 9 novembre, Giorgia Meloni aveva assicurato che il centrodestra era compatto sul voto anticipato: «Salvini non ha cambiato idea sul tema delle elezioni, ci ho anche parlato. Al di là delle dichiarazioni che si fanno, quando si sostiene un governo, io so che la Lega – esattamente come FdI e Forza Italia – non hanno mai indietreggiato sulla libertà dei cittadini di scegliersi un governo e penso che siamo tutti d’accordo, nessuno ha cambiato idea».


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