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Attentato di Liverpool, il kamikaze si faceva chiamare Enzo Almeni e si era convertito al cristianesimo

In passato ha avuto problemi di salute mentale: girava armato di coltello. Aveva fatto richiesta di asilo in Uk

Il kamikaze, morto domenica nell’esplosione di un ordigno artigianale all’interno di un taxi davanti all’ospedale di Liverpool, non era altro che un profugo fuggito dal Medio Oriente (dall’Iraq), poi convertitosi nel 2017 al cristianesimo, come confermato dal reverendo Cyril Ashton. Si faceva chiamare Enzo Almeni, in onore di Enzo Ferrari, forse per sembrare più occidentale ma il suo vero nome, come scrive il quotidiano The Telegraph, era Emad al Swealmeen. L’uomo, 32 anni, aveva fatto richiesta di asilo nel Regno Unito ma gli era stata respinta. In passato ha avuto problemi di salute mentale e nel 2014 era stato fermato poiché girava in strada con un coltello. Il movente dell’attacco terroristico, al momento, resta poco chiaro. Non si hanno molte notizie sulla conversione al cristianesimo di Emad al Swealmeen. Intanto il Regno Unito ha aumentato il livello di minaccia terroristica da «sostanziale» a «grave». Questo significa che è altamente probabile che possa verificarsi un altro attacco. L’allerta, dunque, resta massima. L’attentato di Liverpool, tra l’altro, arriva poco dopo l’omicidio del parlamentare David Amess, accoltellato nel corso di un appuntamento elettorale. Un momento delicato per il Paese al punto che il premier Boris Johnson è intervenuto per rassicurare tutti: «Non ci arrenderemo mai a coloro che cercano di dividerci con atti di violenza insensati», ha detto.


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