Ddl Zan, Renzi alla Leopolda: «Lanciamo la legge Scalfarotto: estendere la Mancino a omotransfobia e abilismo»

Matteo Renzi torna a parlare di un’alternativa al Ddl Zan, affossato in Senato negli ultimi giorni di ottobre

«Possiamo presentare un emendamento con scritto che si estende la tutela della legge Mancino ai reati motivati da omofobia, transfobia e abilismo». Durante la seconda giornata di Leopolda, la kermesse di Italia viva in corso a Firenze, Matteo Renzi è tornato a parlare della possibilità di un emendamento proposto dal suo partito in alternativa al Ddl Zan, affossato in Senato lo scorso 27 ottobre. «Noi lanciamo questa sfida», ha detto il fondatore del partito. La norma è semplice, chi ci sta la vota chi non ci sta è profeta del bla bla. Presento un emendamento al Senato e vediamo chi ci sta». Anche Ivan Scalfarotto, sottosegretario del Ministero dell’Interno con il governo Draghi, si è espresso sulla vicenda spiegando che la proposta verrà presentata «prima della fine della legislatura». «Se oggi non abbiamo la legge Zan – ha detto Scalfarotto – c’è una responsabilità specifica. Ripartiamo dalla legge Scalfarotto: invece di individuare il reato sulle caratteristiche della vittima, guardiamo al movente del reato».


L’ex premier ha attaccato anche il lavoro fatto da Pd e M5s per far approvare la legge: «La vicenda dello Zan è una delle più gravi. Perché si è usato un argomento impattante e significativo per la vita di tante uomini e donne, di persone omosessuali, transessuali, facendo loro credere che si fosse a un passo da un traguardo storico e poi fregandoli all’ultimo minuto, pensando di poter ottenere un consenso». Ancora una volta, Renzi ha usato quella formula del “bla bla bla” ormai introdotta nel dibattito politico da Greta Thunberg: «Chi per sventolare una bandierina ha deluso migliaia di persone si deve semplicemente vergognare, è accaduto per la responsabilità della destra e della sinistra del bla bla bla, a cominciare dalla sinistra del Pd e del M5s».


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