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Omicron, l’Iss: «Nessuna evidenza che provochi una malattia più grave rispetto alle altre varianti»

29 Novembre 2021 - 22:29 Redazione
Prima foto al mondo della variante Omicron, realizzata nell'area di ricerca di Medicina Multimodale del Bambino Gesu' (coordinata dal Prof Carlo Federico Perno), con la diretta supervisione della Prof.ssa Claudia Alteri (in collaborazione con l'Universita' Statale di Milano), da Valentino Costabile, Rossana Scutari, e Luna Colagrossi. La foto mostra la struttura della proteina spike della variante Omicron, a destra, e della variante Delta, a sinistra, rispetto alla spike originale di SARS CoV-2. Omicron ha molte piu' mutazioni di Delta (gia' molto variata), concentrate in una zona che interagisce con le cellule umane.
ANSA/UFFICIO STAMPA BAMBINO GESU'
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L'Istituto superiore di sanità precisa anche che non è ancora chiaro se la nuova mutazione sia più trasmissibile rispetto alle altre: «Per capire il livello di gravità serviranno giorni o settimane»
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Non ci sono ancora evidenze che la variante Covid Omicron causi una malattia più grave rispetto a quella procurata dalle altre mutazioni e non è ancora chiaro se sia più trasmissibile rispetto alle altre varianti. Questa la posizione dell’Istituto superiore di sanità rispetto all’ultima mutazione del Coronavirus individuata che sta destando grande preoccupazione nei governi e tra la popolazione. L’Iss specifica che il numero di persone contagiate da Omicron è molto cresciuto in Sud Africa, ma sono in corso studi epidemiologici per capire se la causa sia questa variante o se invece ci siano altri fattori che possano avere influenzato la circolazione del virus. Inoltre, per il momento, non ci sono elementi che possano far comprendere che i sintomi specifici associati a questa variante siano diversi da quelli attribuibili alle altre.

L’Iss ha pubblicato sul suo sito in primo piano tutto ciò che è noto fino ad ora su Omicron, nel tentativo di fare chiarezza e magari con lo scopo di ottenere un livello di preoccupazione e allarmismo più aderente alla realtà scientifica dei fatti. «Per capire il livello di gravità dell’infezione causata da Omicron servirà più tempo (da alcuni giorni ad alcune settimane)», spiega l’Istituto. I casi iniziali di variante Omicron – isolata per la prima volta in campioni raccolti l’11 novembre in Botswana e il 14 novembre in Sud Africa – riguardano studenti universitari, giovani che tendono ad avere una malattia più lieve, chiarisce l’Iss.

«La decisione di dichiararla VOC (variante di preoccupazione, ndr) è dovuta alla presenza nella variante di diverse mutazioni che potrebbero avere un impatto sul comportamento del virus, anche in termini di gravità della malattia o della capacità di diffusione», spiega l’Istituto ma l’Organizzazione mondiale della sanità sta ancora lavorando per stimare il possibile impatto della nuova variante sulla protezione garantita dai vaccini e sulle altre misure di prevenzione. «I vaccini – conclude l’Iss – restano indispensabili per ridurre il rischio di malattia grave e di morte».

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