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I 9 minuti di lotta tra l’82enne e il killer con la motosega: nelle mail le accuse per la relazione finita

Si rafforza l’ipotesi del movente passionale dietro l’omicidio dell’82enne a Milano, ucciso a coltellate e con una motosega

Ha provato a difendersi Pierantonio Secondi quando si è ritrovato faccia a faccia con il suo killer ieri sera, nel suo appartamento in zona Porta Romana a Milano. Secondo la prima ricostruzione degli inquirenti dalle telecamere di sorveglianza, il tutto è durato appena nove minuti. Il pensionato di 82 anni ha reagito spruzzando uno spray urticante, prima di essere colpito al collo, dove gli sono state trovate due profonde ferite di coltello. Su un tappeto dell’abitazione è stata trovata una bruciatura, causata dal tentativo del killer di far sparire delle prove dando fuoco al tappeto con un liquido infiammabile. Nell’appartamento è stato poi trovato all’interno di una giacca il cellulare del 35enne romeno, che è stato fermato oggi dai carabinieri in una farmacia dove lavorava. Nella guardiola del portiere del palazzo, un inquilino del palazzo aveva trovato una busta con delle mail stampate e inviate a Secondi appena ieri pomeriggio, poche ore prima del delitto. In quei messaggi, il 35enne scriveva che lo avrebbe ucciso, accusando la sorella di Secondi e un suo amico di aver fatto finire la relazione con l’82enne. Lo scorso 13 ottobre, il 35enne aveva ricevuto un ordine di allontanamento, dopo che aveva rapinato e picchiato Secondi, che aveva riportato 21 giorni di prognosi. Solo ieri 6 dicembre, i carabinieri avevano cercato di rintracciare il 35enne per notificargli un ordine di allontanamento anche dalla sorella di Secondi e dal suo amico, ma non erano riusciti a rintracciarlo.


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