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Green pass, la Corte costituzionale boccia il ricorso sull’obbligo per i parlamentari

Dichiarato inammissibile il conflitto tra poteri che era stato sollevato dal senatore del gruppo Misto Paragone e da un gruppo di deputati guidato da Pino Cabras

Resta l’obbligo del Green pass per i parlamentari per accedere alla Camera o al Senato. Lo ha deciso la Corte costituzionale. Di fatto è stato dichiarato inammissibile il conflitto tra poteri che era stato sollevato dal senatore del gruppo misto Gianluigi Paragone e da un gruppo di deputati guidato da Pino Cabras (L’Alternativa c’è) contro l’obbligo della certificazione verde anti-Covid introdotto nei mesi scorsi. Secondo la Corte, dal ricorso non emerge alcuna manifesta lesioni delle attribuzioni proprie dei parlamentari e che spetta all’autonomia delle due Camere l’interpretazione e l’applicazione dei rispettivi regolamenti. I conflitti tra poteri riguardavano le delibere con cui gli organi interni di Camera e Senato avevano richiesto il certificato verde per prendere parte ai lavori parlamentari.


Per Paragone e gli altri 8 deputati di “Alternativa c’è” ci sarebbe stata una menomazione delle loro attribuzioni costituzionali. Contestavano, ad esempio, l’introduzione dell’obbligo di Green pass con delibere di organi interni alle Camere (Ufficio/Consiglio di presidenza e Collegio dei questori) anziché attraverso una modifica dei regolamenti parlamentari per i quali sarebbe stata necessaria la maggioranza assoluta dei membri di ogni Aula. Secondo loro, dunque, era stata violata la riserva regolamentare, sancita all’articolo 64 della Costituzione, e compromessa la partecipazione dei parlamentari al procedimento legislativo, oltre ad aver leso il libero svolgimento del loro mandato.


Foto in copertina di repertorio

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