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Natale in montagna, la settimana bianca quest’anno costa il 10% in più: rincari per hotel, skipass e ristoranti – Lo studio

Netto incremento delle tariffe dopo lo stop del 2020. Aumentano spostamenti, alloggi e ingresso agli impianti sciistici

Le feste di Natale in montagna quest’anno saranno un’esperienza per pochi. Secondo uno studio di Assoutenti, associazione no profit per la tutela dei diritti dei consumatori, la classica settimana bianca sulla neve costerà in media il 9,7% in più rispetto al 2019. Scopo di questa ricerca è capire in che misura le tariffe abbiano subito dei rialzi dopo lo stop del 2020 per via dell’emergenza sanitaria da Covid-19. Lo studio tiene in considerazione tutte le possibili spese, partendo dallo spostamento verso la montagna fino ad arrivare alla permanenza: «Gli italiani devono mettere in conto la stangata sui carburanti, con prezzi di benzina e gasolio che costano oggi il 24% in più rispetto all’anno scorso. Chi si muove in treno non potrà sfruttare sconti e promozioni sui biglietti in vigore prima della pandemia, mentre chi acquista un biglietto aereo deve mettere in conto tariffe per voli nazionali aumentate mediamente del 18,9%».


Andando invece ad analizzare le possibili spese per quanto riguarda i soggiorni in alberghi e strutture ricettive, Assoutenti afferma che «si registrano rincari delle tariffe che raggiungono il 15% nelle zone sciistiche a forte vocazione turistica, come confermato dagli stessi albergatori. Soggiornare 7 notti in una struttura esclusiva di cortina d’Ampezzo può arrivare così a costare 36.428 euro». Lo studio dimostra anche che le tariffe legate a bar e ristoranti sono notevolmente aumentate: «Per mangiare fuori si spenderà in media il 5% in più rispetto al 2019». Un’ulteriore nota dolente dal punto di vista economico è quella legata allo skypass. In questo caso l’aumento è del 9,3% rispetto alla stagione sciistica 2019/2020, che va ad aggiungersi all’obbligo di copertura assicurativa sulle piste da sci che scatterà a partire dal prossimo primo gennaio: «Una spesa che va dai 2-3 euro della polizza giornaliera ai 50 euro di quella stagionale».


In definitiva, trascorrere 7 giorni sulla neve costerà il 9,7% in più rispetto al 2019, con una spesa pro capite che si attesta sui 1.203 euro a persona e un rincaro di circa 107 euro a persona. Spesa che sale a 2.988 euro in caso di famiglia con un figlio di età superiore agli 8 anni. Per un fine settimana sulla neve, la spesa si attesterà sui 440 euro a persona». Furio Truzzi, presidente di Assoutenti, afferma che i primi a pagare le conseguenze dovute allo stop del 2020 sono i consumatori: «L’andamento dei prezzi e delle tariffe sulla neve dimostra come gli operatori abbiano scaricato sui consumatori finali il costo della stagione invernale saltata l’anno scorso a causa del Covid, applicando una serie di rincari che renderanno quest’anno più costoso trascorrere qualche giorno sulla neve. I rincari e le speculazioni da Covid e da prodotti energetici – prosegue Truzzi – saranno al centro di un dibattito con autorità, politici e istituzioni che si terrà nel corso di Expo Consumatori 4.0».

Anche Simone Baldelli, presidente della commissione parlamentare di inchiesta sui consumatori, ha evidenziato la necessità di riduzione dei costi per la tutela dei consumatori e il rilancio del turismo, mai così in difficoltà: «In un momento così delicato per il turismo italiano è necessario che gli operatori del settore puntino a contenere gli aumenti di prezzi e tariffe al pubblico, in modo da poter tutelare i consumatori a rilanciare questo comparto strategico che ha già molto sofferto – è la posizione del presidente -. Da un lato ci sono rialzi dei listini e gli incrementi dovuti ai maggiori costi a carico di impianti e strutture ricettive determinati dal caro energia e carburanti, ma dall’altro è necessario mantenersi concorrenziali evitando aggravi che non risultino giustificati da un potenziamento dell’offerta o da un miglioramento del servizio reso dall’utenza».

Immagine in evidenza: Ansa

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