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Afghanistan, è stato ritrovato il bambino dato in braccio a un soldato Usa e poi scomparso

Il piccolo, che adesso ha sei mesi, è al sicuro: è stato trovato nell’abitazione di un tassista a Kabul

Il bambino afgano che, dopo essere stato affidato dai genitori a un Marine statunitense, sembrava essere svanito nel nulla, è stato ritrovato e sta per essere riportato alla famiglia. Sohail Ahmadi, questo il nome del piccolo, si era ritrovato tra le braccia di un soldato statunitense all’aeroporto Hamid Karzai di Kabul durante il ritiro dall’Afghanistan delle truppe e la presa di potere dei talebani. La notizia del suo ritrovamento è stata diffusa dal Times oggi, 18 dicembre, nonostante non esistano ancora conferme ufficiali sulla sua identità. Il piccolo, che adesso ha sei mesi, dopo essere scampato a un tentativo di sequestro, è ora al sicuro ed è stato trovato nell’abitazione di un tassista a Kabul. Sarebbe stato l’uomo a prendersene cura fino ad ora.


La vicenda

Il 19 agosto scorso Mirza Ali Ahmadi e sua moglie Suraya erano all’aeroporto di Kabul in attesa di trovare posto su un velivolo che potesse condurli fuori dall’Afghanistan. La coppia era stata poi evacuata con gli altri figli di 17, 9, 6 e 3 anni negli Stati Uniti. Con loro c’era il piccolo Sohail: i genitori l’hanno affidato a un militare, per evitare che fosse travolto e schiacciato dalla folla di civili che premevano nel tentativo di entrare nello scalo. Dopo la scomparsa del piccolo, il padre aveva detto: «Ho cercato ovunque per tre giorni, ma non c’era nemmeno nell’area riservata ai bambini. Ho chiesto a più di venti persone, ma non parlo inglese e quindi non sono riuscito a sapere nemmeno chi fosse il comandante. Gli operatori umanitari e i funzionari Usa mi dicono che faranno del loro meglio per ritrovarlo, ma sono solo promesse».


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