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No! Nei supermercati in Austria o Germania non si separano con una barriera i vaccinati dai non vaccinati

Le immagini sono vere, ma arrivano dalla Romania e la storia è diversa da come viene raccontata sui social e in alcuni siti

Il 4 dicembre 2021 il sito Renovatio21.com pubblica un articolo, dal titolo «Austria, barriera al supermercato tra vaccinati e non vaccinati. Apartheid biotica realizzata». All’interno viene pubblicata un’immagine che mostrerebbe come le persone vengano divise nei luoghi pubblici a seconda che siano vaccinate o meno contro la Covid. Non è affatto come viene percepito e diffuso negli ambienti No Vax.

Per chi ha fretta

  • Sui social si sostiene che la foto provenga o dall’Austria o dalla Germania.
  • Secondo il racconto, la barriera dividerebbe vaccinati da non vaccinati.
  • La foto riguarda una catena di supermercati in Romania.
  • Le barriere servivano per smistare chi aveva il Green pass e chi no.
  • L’accesso senza Green pass veniva consentito solo al supermercato, non nei negozi considerati non di prima necessità.
  • Il Green pass rumeno è previsto anche per i non vaccinati, purché provvisti del risultato negativo del test Covid-19.

Analisi

Nonostante il titolo del sito Renovatio21.com, nell’articolo non si dichiarano sicuri sulla reale situazione ripresa nella foto:

È stata installata una recinzione metallica all’interno del punto vendita. Non siamo in grado di dire come operi, ma parrebbe che alcune zone del supermercato siano proibite ai non vaccinati.

L’immagine è circolata anche via Facebook con descrizioni come la seguente dell’utente Franco:

AUSTRIA APARTHEID AL SUPERMERCATO

Austria, barriera al supermercato tra vaccinati e non vaccinati. Apartheid biotica realizzata

Sono di oggi le immagini dell’apartheid biotica realizzata in Austria. Si tratta di un supermercato della catena alimentare Kaufland

Austria o Germania? Nessuna delle due: Romania

Non troviamo riscontri di locali in Austria e Germania che attuano tale iniziativa, bensì in Romania. Cercando il nome della catena Kaufland troviamo, infatti, diversi post in lingua locale che fanno riferimento a un centro commerciale presso la città di Galati.

Ecco un video dell’utente Olteanu Dan, pubblicato il 21 novembre 2021:

L’iniziativa e il Green Pass

Il cartello presente all’ingresso ha una freccia verso sinistra con scritto «Accesso ai negozi della galleria commerciale solo in base al certificato verde» («Acces magazine din galeria comerciala doar pe baza certificatului verde») e un’altra verso destra con scritto «Accesso a Kaufland» («Acces magazin Kaufland»).

In pratica, sono stati suddivisi i locali tra quelli essenziali, come il supermercato dove non viene richiesto il certificato verde, e quelli ritenuti non essenziali, dove invece è richiesto il documento.

Non divide vaccinati da non vaccinati

Non risulta affatto corretto sostenere che sia una sorta di divisione tra vaccinati e non vaccinati. Il certificato verde rumeno viene fornito anche a coloro che hanno effettuato un test Covid-19 di fatto negativo, non solo ai vaccinati.

I manuali per scaricare i certificati verdi in caso di vaccinazione, guarigione e test negativi.

La richiesta di rimozione

La misura adottata nel centro commerciale, che a quanto pare risulta essere diffusa in Romania, è stata contestata da un’associazione chiamata Pro Consumers Association (APC). Per quanto riguarda quello della città di Galati, il responsabile dell’ente che si occupa Ispettorato generale romeno per le situazioni d’emergenza (ISU) ne ha chiesto la rimozione, pena sanzioni nei confronti del centro, in quanto violerebbe le leggi nazionali.

Conclusioni

Si tratta di un’iniziativa privata, non governativa, di alcuni centri commerciali della Romania. Non risulta, contrariamente a quanto affermato sui social, che il caso sia avvenuto in Germania o in Austria. L’iniziativa riguardava i possessori o meno del Green pass rumeno, che come quello italiano non riguarda soltanto i vaccinati: coloro che ne erano in possesso a seguito del test negativo potevano accedere al supermercato.

Questo articolo contribuisce a un progetto di Facebook per combattere le notizie false e la disinformazione nelle sue piattaforme social. Leggi qui per maggiori informazioni sulla nostra partnership con Facebook.

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