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«Vaccinata e incinta: il neonato muore dopo il parto». Spieghiamo (ancora) come funziona il Vaers

Le segnalazioni al Vaers riguardano presunti casi avversi a un farmaco, in questo caso ai vaccini. Ma non esistono prove

Continuano ad avere successo su Facebook i report decontestualizzati del Vaers americano o di altri database, che raccolgono le segnalazioni di presunti eventi avversi post vaccino. Ci riferiamo ovviamente alla vaccinazione contro il nuovo Coronavirus. Un articolo in particolare, pubblicato il 19 dicembre dal sito Renovatio21.com dal titolo «Mamma vaccinata incinta: il neonato muore dopo il parto con sangue al naso e alla bocca. Rapporto VAERS», cita il caso di una morte neonatale avvenuta il 7 ottobre negli Stati Uniti. «Una donna che si era sottoposta al vaccino al 3° trimestre di gravidanza ha partorito un bambino che è morto subito dopo aver sanguinato da naso e bocca», riporta l’autore del pezzo. Continua poi spiegando l’origine della fonte: «annotata nel database del VAERS, la farmacovigilanza vaccinale USA,  sotto la dicitura “morte neonatale”».

Il fatto che la donna fosse stata vaccinata con mRNA-1273 di Moderna non dimostra che il bimbo fosse morto a causa del vaccino. Basti pensare che l’episodio risale a ottobre, mentre la madre ha ricevuto le due dosi tra luglio e agosto.

Per chi ha fretta:

  • Il Vaers – come altri database di questo tipo – non verifica se gli eventi avversi segnalati sono causalmente collegati ai vaccini. 
  • Non esistono dati al momento che spieghino le cause della morte neonatale in oggetto.
  • Il collegamento è stato suggerito solo dal padre del neonato, come riportato dalla fonte.

Analisi

Il Vaers è il database americano dove vengono elencati tutti gli eventi avversi segnalati dai medici, senza fare alcuna verifica (lo spieghiamo meglio qui, qui e qui). Da soli non possono dimostrare un rapporto causale. Sono informazioni utili nel loro insieme da confrontare con l’incidenza normale che tali fenomeni hanno nella popolazione. Del caso in questione mancano per esempio alcune informazioni importanti, per esempio l’anamnesi della madre: «non sono state riportate informazioni sull’anamnesi», recita la fonte. Anche del neonato si sa poco:

La causa della morte non è stata segnalata – continua il documento -. Non è noto se sia stata eseguita un’autopsia. Per mRNA-1273 (Moderna COVID-19 Vaccine) (transplacentare), [chi ha riportato il caso, Ndr] non ha fornito alcuna valutazione di causalità.

Che il caso in questione non sia rilevante lo riporta lo stesso Vaers, per altro alla fine del report:

La relazione rischio-beneficio del vaccino mRNA-1273 non è influenzata da questo rapporto.

Un ulteriore aiuto lo dà il sito Web che riporta il caso, ovvero il National Vaccine Information Center (Nvic), riportando in cima una scritta in rosso con annesso un link alle avvertenze del Vaers, dove si legge che i suoi report «da soli non possono essere utilizzati per determinare se un vaccino ha causato o contribuito a un evento avverso o a una malattia». Segnaliamo inoltre, che il Nvic è un punto di riferimento dei No vax americani.

«La vaccinazione è efficace e sicura, dicevano….» scrive Iren condividendo lo screenshot dell’articolo.

L’autore di Renovatio21 omette parti rilevanti della fonte, che possono spiegare agevolmente il contesto reale del caso descritto, preferendo ricamare sugli elementi descrittivi del report che possono generare più apprensione, riportiamo giusto un estratto a titolo d’esempio:

«Nella terapia intensiva neonatale, il risultato dell’esame ha mostrato coagulazione del sangue anormale, emorragia polmonare e disfunzione cardiaca», descrive il documento. Al neonato quindi «è stata somministrata una trasfusione di sangue e ha ricevuto un’iniezione di adrenalina». 

Ma allora perché è stata riportata questa segnalazione? Questo punto dovrebbe essere cruciale per comprendere quanto sia importante osservare cautela, prima di usare fonti del genere:

Il rapporto aggiungeva che il padre del bambino «sospettava che la morte del neonato fosse correlata al vaccino e aveva bisogno di richiedere un risarcimento per le lesioni da vaccino», continua l’autore del post, riportando altre parti del report. 

La strage dei bambini, scrive l’utente Dani condividendo lìarticolo e un’immagine usata per diffondere la “notizia”.

Conclusioni

Non ci sono prove che il vaccino sia collegato al fatto e che abbia causato il decesso. Nell’articolo (ripreso anche da altri, qui) non vengono riportate le informazioni necessarie per comprendere il contesto, a partire da quello relativo al funzionamento del sistema Vaers americano.

Questo articolo contribuisce a un progetto di Facebook per combattere le notizie false e la disinformazione nelle sue piattaforme social. Leggi qui per maggiori informazioni sulla nostra partnership con Facebook.

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