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Brasile, l’ultima di Bolsonaro: «Non farò vaccinare mia figlia, nessuna emergenza Covid tra i bambini»

Il 16 dicembre l’Agenzia nazionale di vigilanza sanitaria ha approvato il vaccino per la fascia d’età 5-11 anni. Ma il presidente continua ad alimentare scetticismo e polemiche

«Non farò vaccinare mia figlia». È la dichiarazione del presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, che ha detto alla stampa: «Mia figlia ha 11 anni. La somministrazione dei vaccini ai bambini è in una fase iniziale, il mondo ha ancora dei dubbi e non ci sono morti tra i bambini che giustificano un vaccino d’emergenza». La vaccinazione anti-Covid-19 per i minori tra i 5 e gli 11 anni è un tema controverso in Brasile, dove i sostenitori del presidente si sono fermamente opposti, anche se la maggioranza della popolazione si è pronunciato a sostegno dei vaccini. Il 16 dicembre scorso l’Agenzia nazionale di vigilanza sanitaria del Brasile (Anvisa) ha approvato l’uso del vaccino anti-Covid sviluppato dall’industria farmaceutica statunitense Pfizer sui bambini in questa fascia d’età. Già da ottobre, come riportato da Reuters, i dipendenti dell’Agenzia hanno riferito di aver ricevuto diverse minacce di morte in merito alla questione.


Quando si è arrivati all’approvazione finale, Bolsonaro ha sollevato polemiche dicendo che voleva rendere pubblici i nomi dei funzionari che avevano votato a favore. «L’identità di coloro che sono coinvolti nell’analisi tecnica non porta con sé alcun interesse», ha risposto Anvisa, aggiungendo che la richiesta «istiga i cittadini a una reazione, un metodo apertamente fascista e i cui risultati possono essere tragici e violenti, mettendo a rischio la vita e l’integrità fisica dei dipendenti dell’Agenzia». Da ultimo il giudice della Corte suprema del Brasile ha inviato alla Procura generale della Repubblica una richiesta di indagine nei confronti di Bolsonaro per minacce.


Il 23 dicembre, il ministro della Salute, Marcelo Queiroga, ha provocato ulteriori polemiche, affermando che il numero di decessi per Covid-19 tra i bambini non giustificava l’autorizzazione alle somministrazioni. In seguito ha affermato che i vaccini per i bambini richiederebbero una prescrizione medica, cosa che i segretari della sanità di stato hanno immediatamente contraddetto. «Sulla base delle prove scientifiche disponibili, il vaccino se somministrato in due dosi a bambini di età compresa tra 5 e 11 anni, può essere efficace nel prevenire malattie o condizioni gravi e potenzialmente fatali che possono essere causate dal virus», ha dichiarato il direttore generale dei medicinali di Anvisa, Gustavo Mendes. «Non ci sono segnalazioni di eventi avversi gravi, preoccupazioni o segnalazioni relative a casi molto gravi o mortalità dovuta alla vaccinazione». Nel frattempo, Queiroga ha dato il via a una consultazione pubblica, aperta fino al 2 gennaio, per raccogliere le posizioni della società civile in merito alla vaccinazione contro il Covid-19 per i bambini in questa fascia d’età. I contributi dovranno essere inviati tramite l’indirizzo elettronico del ministero della Salute.

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