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Quarantena e isolamento fiduciario: cosa fare quando in famiglia c’è un positivo

Isolamento o quarantena, ecco alcune regole di base per gestire una eventuale positività a Covid-19 in casa

Succede, anche in questi giorni di feste e di pranzi di ricongiungimento famigliare. Succede anche alle persone famose, ed è quello che è capitato per esempio a casa Ferragnez come annunciato dagli stessi Fedez e Chiara: genitori positivi, bimbi – in questo caso molto molto piccoli – negativi al Coronavirus. Succede, e ancor più con un aumento esponenziale dei contagi. Come fare allora a continuare a prendersi cura della prole tentando di non contagiarla? Come regolarsi con distanziamento e mascherine? Di certo, a monte, vale la raccomandazione dei pediatri – e del buon senso: bisogna raccontare ai piccoli cosa sta succedendo e spiegarlo, in modo che possano capire e vivere questa strana situazione con più tranquillità possibile.


Le regole

E ancora: sappiamo come funziona la quarantena – anche se ora, con la variante Omicron, più contagiosa, si parla di modificarla anche in Italia come appena accaduto per esempio negli Stati Uniti. Ma cosa fare quando, in uno stesso nucleo, c’è una persona positiva e un’altra negativa? Quando per esempio una coppia convivente trascorre la vigilia di Natale separata, magari a casa delle rispettive famiglie di origine, e poi si ricongiunge ma lui scopre di aver cenato quel giorno con un positivo mentre lei no? Come noto scatta la quarantena in caso di contatto stretto con una persona positiva – da test acclamato o anche solo che sospetta di esserlo: una pratica che mira a ridurre la circolazione del virus. In caso di positività, e quindi di contrazione effettiva del virus verificata con tampone, si parla di isolamento fiduciario. Le regole, in caso di “convivenza” con una persona positiva, restano quelle note, anche di buon senso: areare spesso gli ambienti, ogni 10 minuti, diminuisce la carica virale in quel posto. Mantenere la distanza resta la regola aurea, di un metro almeno ma due sono meglio. Lavare o mettere del gel igienizzante in maniera frequente sulle mani. E poi usare mascherine, meglio Ffp2 che chirurgiche e da cambiare rigorosamente almeno una volta al giorno, guanti e igienizzazione frequente delle superfici.


Neonati e allattamento

Che sia isolamento o quarantena, se possibile, è necessario che la persona coinvolta provi a separarsi anche in casa dal resto della famiglia, evitando se possibile contatti. Ma cosa succede se si hanno bimbi e bimbe troppo piccoli e che quindi hanno bisogno di essere accuditi? Cosa succede ai neonati che vengono allattati per esempio? Allattare al seno è possibile, e anzi continua a essere consigliato, anche con la Covid 19. Lo dicono il ministero della Salute e l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, vero e proprio punto di riferimento a Roma e in tutta Italia per la salute dei più piccini. «Al momento attuale, considerando i dati disponibili, il latte non sembra rappresentare un rischio per la trasmissione di tale infezione. Il problema si può presentare, quindi, non tanto per l’assunzione del latte, quanto per la vicinanza, il contatto, tra una mamma infetta o potenzialmente infetta ed il proprio bambino», spiegano ministero e Bambin Gesù. «Come dimostrato, infatti, il virus SARS-CoV-2 si trasmette principalmente da persona a persona tramite contatto stretto (entro 1 metro) attraverso le goccioline delle vie respiratorie, soprattutto quando un individuo infetto starnutisce o tossisce». 

In caso di mamma positiva

Per questo «se mamma è positiva al Covid-19 o in attesa della risposta del tampone ma non presenta sintomi o i sintomi sono poco rilevanti, deve evitare di baciare il proprio piccolo, deve usare la mascherina e lavarsi accuratamente le mani (con acqua e sapone per almeno 20 secondi o con una soluzione alcolica) quando si avvicina al bambino», si legge nelle linee guida. Anche per cambiare il pannolino è bene indossare mascherina e guanti. Accorgimenti vanno applicati anche per la notte: il lettino del piccolo deve essere messo ad almeno 2 metri di distanza dalla persona positiva. È necessario assicurare la pulizia costante delle superfici con cui si viene in contatto, possibilmente con candeggina. Indossare la mascherina quando si allatta e prima lavare a fondo le mani. E se proprio ci sono malattie respiratorie o impedimenti, il consiglio è quello di estrarre il latte «manualmente o con l’utilizzo di un tiralatte perché non sembra rappresentare di per sé un veicolo di infezione. Il latte andrà estratto manualmente o con un tiralatte ogni 3 ore, per mantenere una produzione adeguata per poter ricominciare ad allattare, appena possibile, direttamente al seno».

I bambini più grandi

Che fare invece in caso di prole non più neonata ma a cui è necessario per esempio preparare da mangiare? Per preparare il cibo, il genitore contagiato dovrà disinfettarsi spesso le mani, usare i guanti, non toccare nulla dopo essersi toccato bocca, occhi o naso. Meglio non pranzare o cenare tutti insieme ma lascare che la persona positiva mangi isolata dagli altri. Indossare la mascherina se è necessario imboccare il bambino o la bambina e areare gli ambienti. I piatti vanno lavati in maniera separata e ad alte temperature.

La convivenza

A partire dal sonno – che sia con i figli o con il/la partner – e guardando alle dinamiche di convivenza in generale, se non è possibile “isolare” completamente la persona positiva in un ambiente separato, allora sarà necessario in ogni momento della giornata seguire questo ménage un po’ strano tra mascherine, areazione degli ambienti, sanificazione costante, bucati e lavastoviglie ad alte temperature, due metri di distanza, se si può, guanti e lavaggio costante delle mani. Una “nuova” quotidianità che, dopo due anni di pandemia, ormai quasi non stupisce più.

In copertina ANSA/LUCA ZENNARO | Genova, 3 dicembre 2021.

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