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Tagli alle corse di treni e bus, così la variante Omicron rende impossibile la vita dei pendolari

Molti macchinisti e capitreno sono a casa, ammalati o in quarantena. Per questo motivo le aziende del trasporto pubblico si vedono costrette a fare tagli sulle corse o a sostituire i treni con i bus

I contagi da Covid che arrivano quasi a quota 100 mila, Omicron che si diffonde sempre più velocemente e l’obbligo di Super Green pass sui mezzi pubblici. A pagarne le conseguenze, dunque, sono soprattutto i pendolari che, con la diffusione della variante, dovranno fare i conti anche con i tagli alle corse dei treni. Trenitalia ha già cancellato o sostituito con autobus il 5 per cento delle sue corse locali, come scrive stamattina Repubblica. Problemi si registrano anche a Milano e in Lombardia per Trenord, a Napoli con la Circumvesuviana e coi tram e bus in Toscana. Tengono, almeno per ora, gli aerei e l’alta velocità. Cala la richiesta, dunque i passeggeri a bordo, calano anche il numero di lavoratori del trasporto pubblico disponibili e così iniziano ad arrivare le prime sforbiciate. La nuova organizzazione durerà fino al 6 gennaio in Sardegna e nelle Marche, fino al 7 in Piemonte e Basilicata, fino all’8 in Puglia, al 9 in Campania, Valle d’Aosta, Toscana e Liguria. Previsti tagli anche in altre Regioni come Friuli, Molise, Sicilia, Abruzzo, Umbria e Veneto. 


Tutti i tagli

Non solo meno passeggeri (qualcuno in smart working, altri ancora fuori per le feste, altri ancora chiusi in casa perché venuti a contatto con un positivo) ma anche meno personale. Centinaia le assenze per Trenord: molti lavoratori restano a casa perché positivi o in quarantena. Capitreno e macchinisti, di fatto, sono sempre meno. Le assenze giornaliere, sommando anche quelle fisiologiche per malattia o permessi, arrivano circa al 12 per cento. Il risultato? Alcune corse, per forza di cose, andranno soppresse. L’Ente Autonomo Volturno, che gestisce anche la Circumvesuviana di Napoli, invece, ha fatto sapere di poter garantire 206 corse su 236 lungo le linee vesuviane, 180 su 197 lungo le linee flegree. Qui il taglio arriva all’11 per cento. In Toscana, infine, sono 400 gli autisti ammalati o comunque in isolamento: a Firenze un terzo dei dipendenti è a casa. A questo si aggiungano le continue aggressioni per i capitreno che chiedono semplicemente il rispetto delle regole a bordo, come indossare le Ffp2 (molti continuano, incuranti delle norme, a usare le mascherine chirurgiche).


Foto in copertina di repertorio

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