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Covid e Serie A, mercoledì incontro Governo-Regioni per salvare il campionato. Gelmini: «Servono regole uniformi»

Marotta chiede di «limitare le competenze delle aziende sanitarie». La Asl di Torino replica: «Le regole sono uguali per tutti»

«Il governo sta lavorando a un’intesa tra Regioni e Lega di Serie A per stabilire una regolamentazione uniforme e con criteri precisi». A dare la notizia è il ministro degli Affari Regionali Maria Stella Gelmini. «Mercoledì prossimo ci sarà una riunione con l’obiettivo di garantire una regolarità al campionato e la sicurezza di giocatori e appassionati». Un incontro decisivo per decidere le regole anti Covid e le modalità che permetteranno alla stagione calcistica di procedere nelle condizioni di massima sicurezza possibile. Oltre ai rappresentanti delle Regioni e della Lega di Serie A, alla riunione saranno presenti il ministro della Salute Roberto Speranza e la sottosegretaria con delega allo sport Valentina Vezzali. L’obiettivo della riunione ribadito dalla ministra sarà quello di garantire il prosieguo del campionato, «nonostante l’aumento dei casi»: «Anche negli ultimi giorni abbiamo avuto diverse decisioni e interpretazioni di situazioni apparentemente analoghe, con le Asl contrapposte alla Lega di Serie A». Per questo motivo il governo ha deciso di portare sul tavolo della Conferenza Stato-Regioni le difficoltà emerse.


La polemica tra Asl e Marotta

A proposito del difficile rapporto con le Asl, nelle ultime ore anche il direttore dell’Azienda sanitaria locale di Torino, Carlo Picco, ha commentato la delicata situazione di cluster e contagi all’interno dei club: «Le nostre competenze riguardano tutti i cittadini e i calciatori di fatto sono cittadini come gli altri». Una dichiarazione che arriva anche in risposta delle parole dell’amministratore delegato dell’Inter Giuseppe Marotta. Intervistato da Sky aveva detto: «La competenza delle Asl va limitata il più presto possibile». Ma Picco non ci sta: «Se le regole dovessero cambiare ne riparleremo, ma al momento le norme valgono per tutti allo stesso modo».


Dopo i numerosi focolai e positivi registrati nei club di Serie A, il Consiglio di Lega ha varato un nuovo regolamento per la gestione dei casi di contagio da Covid-19 all’interno delle squadre. Nel momento in cui si dovesse accertare la positività di uno o più calciatori, la squadra in questione sarà obbligata comunque a disputare la gara prevista nel calendario, nel caso in cui abbia a disposizione 13 giocatori (e almeno un portiere). «Qualora il club sia in grado di disporre del suddetto numero minimo di calciatori e comunque non presenti in campo la squadra», si legge poi nel documento, «subirà le sanzioni previste dall’articolo 53 delle NOIF», ovvero la sconfitta per 3-0 a tavolino. In una lettera inviata a Vezzali, Gelmini e Speranza, il presidente della Lega Paolo Dal Pino auspica che «le autorità di Governo, ciascuna per le proprie competenze, possano individuare strumenti di coordinamento e di direzione delle Asl territoriali che recepiscano le regole finalizzate all’esigenza di garantire la prosecuzione e la conduzione a termine del corrente campionato di calcio».

Sulla questione è intervenuto anche l’allenatore della Lazio, Maurizio Sarri, dopo la partita pareggiata per 3-3 contro l’Empoli: «Ci devono dire se è pericolosa o no questa malattia. Se lo è, si fa lockdown e si ferma il calcio, altrimenti la si declassa a semplice influenza», ha detto. «Siamo in mano alle decisione di venti regioni e quello che è un focolaio per uno non lo è per l’altro. Se la decisione arriva dalle Asl è dura fare un protocollo».

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