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Chi è Anwar Raslan, l’ex colonnello di Assad condannato in Germania per crimini contro l’umanità

13 Gennaio 2022 - 12:28 Redazione
epa09682155 Yasmen Almashan shows a picture of her brothers, who died in Syria, prior to the verdict against a former Syrian secret police officer at the Higher Regional Court in Koblenz, Germany, 13 January 2022. In the world's first trial on Syrian state torture, Anwar Raslan has been sentenced to life imprisonment for crimes against humanity, 27 counts of murder and other offenses. This was announced by the Higher Regional Court (OLG) in Koblenz.  EPA/SASCHA STEINBACH
Colonnello dei servizi di intelligence, è ritenuto responsabile della tortura di almeno 4 mila prigionieri durante la repressione attuata dal regime siriano
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Accusato di migliaia di casi di tortura di esseri umani e della morte di molti prigionieri, Anwar Raslan è stato condannato all’ergastolo in Germania con l’accusa di crimini contro l’umanità. Raslan, 58 anni, è stato colonnello dei servizi di intelligence sotto il regime siriano di Bashar al Assad e in questo contesto ha avuto un ruolo di spicco nella repressione di ogni forma di dissenso politico. Tre anni fa, nel 2019, l’ex colonnello è stato arrestato a Berlino dove si trovava nelle vesti di rifugiato politico. Oggi, giovedì 13 gennaio, al termine di un processo durato quasi due anni, è arrivata la condanna della Suprema corte regionale di Coblenza. Il lungo processo, cominciato nell’aprile del 2020, è stato definito da più parti “politico” ma si è basato sul principio della giurisdizione universale applicato dalla giurisdizione tedesca.

Il processo: più di 100 udienze e 80 testimoni

Alla Corte sono occorse 108 udienze e oltre 80 testimoni, tra vittime di tortura e parti civili di organizzazioni non governative, per arrivare al verdetto di oggi. Secondo quanto stabilito dai giudici di Coblenza, tra il 2011 e il 2012 il condannato Anwar Raslan si è macchiato di crimini contro l’umanità durante lo svolgimento del suo incarico al dipartimento 251 di Damasco. Nei fatti si trattava di una prigione dei servizi segreti siriani nota per i trattamenti spietati nei confronti di chi vi era stato incarcerato. Dalle sue celle sono passate migliaia di persone, qualcuno non ne è mai uscito. L’ex colonnello è ritenuto responsabile della tortura di almeno 4 mila prigionieri.

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