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Breivik chiede la scarcerazione: «perché sono cambiato». In aula ripete il saluto nazista e chiede lo stop del «genocidio dei bianchi» – Il video

Il suprematista bianco ha portato in aula per l’udienza per la sua libertà vigilata cartelli con le scritte «Fermate il genocidio contro le nostre nazioni bianche» e «Guerra civile-nazista»

Dieci anni anni dopo il massacro del 22 luglio 2011 in Norvegia, Anders Behring Breivik, il killer di Utøya, non è cambiato: al suo ingresso in tribunale in occasione di un’udienza sulla sua richiesta di libertà vigilata, ha fatto il saluto nazista. Abito scuro, testa rasata, l’estremista di destra ha anche fatto con la mano un gesto tipico del suprematismo bianco prima di alzare il braccio destro e fare il saluto nazista. «Fermate il genocidio contro le nostre nazioni bianche» e «Guerra civile-nazista» recitavano i cartelli, stampati in inglese che Breivik ha portato con sè. L’estremista si è anche descritto come candidato al Parlamento al giudice. Breivik ha 42 anni e sta scontando la pena massima, 21 anni in carcere, in Norvegia. Il periodo può però essere prorogato a tempo indeterminato se ritenuto una minaccia continua per la società. Breivik ha sterminato 77 persone, in particolare adolescenti di un campo giovanile del partito laburista.


L’anno scorso il procuratore di stato di Oslo ha respinto un’altra richiesta di libertà vigilata: ora sta al tribunale distrettuale della regione meridionale di Telemark, dove Breivik sta scontando la pena, esaminare il caso ed esprimersi. «La nostra posizione è che è necessario andare avanti con il confinamento per proteggere la società», spiega la procuratrice incaricata, Hulda Karlsdottir, prima dell’udienza parlando con Reuters. Tra un anno Breivik, che nel frattempo ha cambiato il suo nome legale in Fjotolf Hansen, potrà richiedere una nuova udienza di libertà vigilata tra un anno se la sua richiesta dovesse essere rifiutata. Nel 2017 l’estremista ha perso una causa sui diritti umani: una corte d’appello ha ribaltato la decisione di un tribunale di grado inferiore secondo cui il suo quasi isolamento in una cella di tre stanze era disumano. 


In copertina EPA/Ole Berg-Rusten | Anders Behring Breivik fa il saluto nazista in aula a Skien, Norvegia, 18 gennaio 2022.

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