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Agenas, sale al 30% l’occupazione dei reparti Covid. 7 regioni oltre la soglia nelle terapie intensive

Il report giornaliero dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali registra nelle ultime 24 ore una crescita dei posti letto occupati in 8 regioni

Il report giornaliero dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) registra per il 18 gennaio un incremento del tasso dei ricoveri su gran parte del territorio nazionale. La percentuale dei posti letto occupati da pazienti positivi a Covid-19 nei reparti di area medica sale al 30%, con una crescita in 24 ore in ben 8 regioni. Calabria al 43%, Friuli 34%, Lazio 29%, Marche 29%, PA Bolzano 20%, PA Trento 29%, Puglia 23%, Valle d’Aosta 57%. Cifre ben al di sopra del tetto massimo consentito per i reparti ordinari pari al 15% di posti letto occupati. A registrare dati in discesa ma pur sempre preoccupanti è il Molise con il 13% di occupazione in area non critica e l’Umbria con il 31%. Le regioni stabili sono l’Abruzzo ancora al 30%, la Basilicata con il 25%, la Campania al 29%, Emilia-Romagna al 27%, Liguria 40%, Lombardia 35%, Piemonte 30%, Sardegna 15%, Sicilia 36%, Toscana e Veneto al 26%. Le percentuali elencate registrano 7 territori al di sopra del 30% di occupazione, con Calabria e Valle d’Aosta in cima alla classifica dei dati peggiori. Il precedente monitoraggio Agenas aveva registrato per la data del 17 gennaio un’affluenza nei reparti Covid al 29%, con un incremento in 14 regioni.


Sul fronte delle terapie intensive il tasso di occupazione relativo al 18 di gennaio si mantiene stabile al 18%, con un calo nelle ultime 24 ore in 6 regioni. Scendono i numeri della Calabria al 17%, la Campania al 12%, le Marche con il 23%), Sardegna al 13%, Toscana 23% e Umbria 13%. A salire è il tasso di occupazione dell’Abruzzo con il 20% di posti letto dati a pazienti positivi, la Provincia autonoma di Bolzano al 18% e il Piemonte con il 24%. 7 i territori oltre la soglia del 20%: Friuli, Lazio, Marche, Trento, Toscana, Piemonte, Val d’Aosta. Le situazioni di stabilità riguardano i reparti di rianimazione della Basilicata e del Molise fermi al 3%, dell’Emilia Romagna al 17%, Friuli Venezia Giulia con il 24%, Lazio 22%, Liguria 19%, Lombardia 15%, Puglia 13%, PA Trento 23%, Sicilia 20%, Val d’Aosta 24% e Veneto 18%.


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