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Gimbe, in 7 giorni le vittime aumentate del 50%. L’obbligo sui vaccini per gli over 50 spinge le prime dosi – I dati

Rallenta, invece, l’aumento dei ricoveri e delle terapie intensive anche se gli ospedali restano sotto pressione. Frena l’incremento dei casi ma a preoccupare sono i decessi registrati negli ultimi 7 giorni

Frena l’incremento dei casi di Covid (+3 per cento in una settimana) ma i decessi, ed è questo il dato più allarmante, continua a crescere, stavolta del 49,7 per cento in appena 7 giorni (si passa da 1.514 a 2.266). A rivelarlo è il nuovo monitoraggio della fondazione Gimbe, presieduta da Nino Cartabellotta. Rallenta, invece, l’aumento dei ricoveri (+14 per cento) e delle terapie intensive (+2,3) ma gli ospedali restano «ancora sotto pressione». In particolare, i ricoverati con sintomi sono passati da 17.067 a 19.448 (+14 per cento) mentre le terapie intensive da 1.677 a 1.715 (+2,3 per cento). I casi attualmente positivi sono passati da 2.134.139 a 2.562.156 (+20,3 per cento).


I vaccini anti-Covid

Vanno meglio le prime dosi per gli over 50 che registrano un incremento del 28,1 per cento (si tratta di quasi 129 mila persone) dopo l’obbligo vaccinale imposto dal governo. Insomma, si iniziano a vedere «i primi effetti». Nello stesso arco di tempo i nuovi vaccinati sono stati 510.742 rispetto ai 496.969 della settimana precedente. Stabili, invece, le nuove vaccinazioni nella fascia 5-11 anni (pari a 240 mila persone). Le terze dosi anti-Covid arrivano a quota 28 milioni, ovvero al 70,8 per cento della copertura, con differenze da regione a regione: si passa dalla Sicilia con il 63,5 per cento alla Valle d’Aosta con l’80,3. Ad aver ricevuto almeno una dose è stato l’83,7 per cento della popolazione. Restano ancora scoperte dal vaccino 8,1 milioni di persone di cui 3,2 milioni di over 50.


Tamponi e incidenza

Sempre nell’ultima settimana si registra un aumento del numero totale dei tamponi effettuati: si passa da 6.926.539 della settimana 5-11 gennaio ai 7.672.378 della settimana 12-18 gennaio (+10,8 per cento), con un incremento soprattutto dei tamponi rapidi (+856.687 pari al +17,8 per cento). Calano, seppur di poco, quelli molecolari (-110.848 pari al -5,3 per cento). L’incidenza, infine, supera i 2.000 casi per 100.000 abitanti in 58 province.

Foto in copertina di repertorio: MAX CAVALLARI/ANSA

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