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Dal catafalco all’insalatiera, un glossario del lessico quirinalizio in vista dell’elezione del nuovo presidente

Un elenco ragionato dei termini che ricorrono nell’ambito dell’elezione del capo dello Stato

Il settennato del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sta volgendo al termine. Era il 31 gennaio 2015 quando veniva eletto al quarto scrutinio con 665 voti e il 3 febbraio faceva il suo giuramento come 12esimo presidente della Repubblica. Sette anni dopo, la prima votazione per il prossimo capo dello Stato è prevista il 24 gennaio con un rituale che è rimasto quasi inalterato dalla prima elezione di Enrico De Nicola, nel 1947. E allora vediamo qual è il significato delle tante parole, più o meno note, che ricorrono nell’ambito dell’elezione al Colle.


Quirinale

Il Quirinale è il palazzo in cui ha sede la presidenza della Repubblica e dunque è uno dei luoghi principali in cui si svolge la vita della Repubblica italiana. Citando Sergio Mattarella, «è un palazzo vivo e vitale per la nostra democrazia, protagonista oggi come ieri della storia del Paese, e come tale costituisce a pieno titolo la Casa degli italiani». Si trova lungo via XX Settembre, all’altezza di piazza del Quirinale.


Colle

Il colle Quirinale (in latino Collis Quirinalis) è uno dei sette colli su cui è stata fondata Roma. Questo termine è usato come sinonimo per indicare la residenza ufficiale del presidente della Repubblica anche perché è il più alto dei sette.

Semestre bianco

Con questa espressione ci si riferisce agli ultimi sei mesi del settennato in cui il presidente della Repubblica non ha la facoltà di sciogliere le Camere, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura (articolo 88 della Costituzione).

Quirinabile

Si tratta di una figura che viene individuata dai leader di partito o da un’intera forza politica come un possibile candidato alla presidenza della Repubblica.

Grandi elettori

I membri del collegio che elegge il presidente della Repubblica. Il collegio è costituito dai senatori, dai deputati e da 58 rappresentanti delle Regioni. In sostanza, il capo dello Stato viene eletto dal Parlamento in seduta comune (945 parlamentari in carica: 315 senatori più 630 deputati) insieme a tre deputati per ogni consiglio regionale (ad eccezione della Valle d’Aosta che ne ha uno), in modo che sia assicurata la rappresentanza di tutto il paese. A questi, per arrivare a 1009 (diventati 1008 in seguito alla morte del deputato di Forza Italia Vincenzo Fasano) , vanno aggiunti i sei senatori a vita. In questo caso: Elena Cattaneo, Mario Monti, Giorgio Napolitano, Renzo Piano, Carlo Rubbia, Liliana Segre. In epoca Covid, nel rispetto delle misure per il contenimento del contagio, la votazione dei Grandi elettori sarà scaglionata per fascia oraria. Non oltre 50 chiamati per volta e un massimo di 200 grandi elettori presenti nello stesso momento in Aula a Montecitorio.

Catafalchi

Si tratta delle vecchie cabine elettorali in legno, con una tenda di velluto pesante all’ingresso, che venivano installate nell’Aula della Camera tra il banco della presidenza e quelli del governo. Hanno lo scopo di garantire la segretezza del voto espresso dai Grandi elettori che entrano nel catafalco, scrivono il nome del candidato e poi depositano la scheda in un’urna (vedi: insalatiera). I catafalchi comparvero per la prima volta a Montecitorio nel 1992, in occasione dell’elezione di Oscar Luigi Scalfaro. A causa della pandemia da Coronavirus saranno sostituiti da nuove cabine elettorali anti-Covid, nel rispetto delle misure contro il contagio.

Insalatiera

L’urna all’interno della quale i Grandi elettori depositano la loro scheda con il nome del candidato espresso, dopo aver votato nella segretezza della cabina elettorale (vedi: catafalchi).

Maggioranza necessaria

Il presidente della Repubblica viene eletto con scrutinio segreto a maggioranza qualificata di due terzi dei votanti (673 voti). Dopo il terzo scrutinio, a partire dalla quarta votazione, è sufficiente la maggioranza assoluta (il 50% +1 dei votanti e quindi 505).

Franchi tiratori

Sono i parlamentari che, sfruttando la segretezza, votano in difformità rispetto all’indicazione condivisa del partito e contro una candidatura appartenente al proprio schieramento. La presenza di questi voti “dissenzienti” in passato ha frenato la corsa al Colle di politici di peso.

Veti incrociati

Con questa espressione ci si riferisce alla circostanza in cui due partiti bocciano nel segreto delle cabine l’uno il candidato dell’altro. Si tratta spesso di un passaggio politico per arrivare in un secondo momento a individuare un candidato condiviso da entrambi.

Spoglio

Al termine di ogni votazione si svolgono le operazioni di spoglio. E quindi il presidente della Camera – in questo caso Roberto Fico – legge ad alta voce, uno per uno, tutti i nomi riportati sulle schede.

Applausi rilevatori

Le operazioni di spoglio si svolgono in un clima di silenzio, così da consentire a chi fa la “conta” in ogni gruppo parlamentare di non commettere errori. Quando però c’è la certezza che il numero di voti necessari per l’elezione di un candidato sia stato superato, allora dall’Aula della Camera parte un applauso e lo spoglio delle schede viene interrotto per qualche minuto. Dopo questo momento, all’affievolirsi dell’applauso, il presidente della Camera finisce di leggere le schede fino all’ultima, nonostante il nome dell’eletto sia già noto.

Campana

La campana di Montecitorio suona lungo tutto il tragitto della persona eletta, dalla sua residenza romana fino alla Camera dei deputati e suonerà di nuovo nel momento in cui egli pronuncia il giuramento.

Giuramento

Prima di assumere le sue funzioni, il capo dello Stato eletto presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione davanti al Parlamento in seduta comune (articolo 91 della Costituzione).

21 spari del cannone del Gianicolo

Il giuramento del presidente della Repubblica viene accompagnato, come da protocollo, dai famosi cannoni del Gianicolo che sparano 21 colpi a salve, è un rito riservato ai capi di Stato, adottato nel cerimoniale.

Quirinarie

Con l’espressione “quirinarie” si intende la consultazione tramite la quale una forza politica, un partito o un movimento propone a militanti di scegliere direttamente i candidati all’elezione del presidente della Repubblica. E’ il tipo di votazione che usava in passato il Movimento cinque stelle, con meccanismi analoghi alle “parlamentarie” con cui sceglieva i candidati in Parlamento.

Settennato

Durata del mandato del presidente della Repubblica

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