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«Io non mi vaccino, non sono una cavia»: la No vax che rifiuta il ricovero e le cure e muore

Barbara Fisichella viveva a Lodi ma era originaria di Codogno. Ha rifiutato anche la chiamata dell’ambulanza

Barbara Fisichella viveva a Lodi ma era nativa di Codogno, la cittadina simbolo della prima ondata della pandemia di Coronavirus. È morta per le complicazioni derivate da Covid-19 ieri a 52 anni. Rifiutando fino all’ultimo di andare in ospedale. Nipote dell’arcivescovo Rino Fisichella, Barbara si sottoponeva a tamponi per andare a lavorare come operatrice giudiziaria al casellario della procura di Lodi. Una decina di giorni fa si è ammalata. Poi è peggiorata: colleghi che sentiva in videochiamata e familiari hanno iniziato a suggerirle il ricovero. Ma lei ha rifiutato. Così come ha rifiutato la chiamata all’ambulanza quando già stava malissimo. Infine è morta lasciando il marito e una figlia. «Era l’unica dipendente No vax che avevamo – ha spiegato il procuratore della Repubblica di Lodi Domenico Chiaro -. Voi giornalisti dovete fare la vostra parte. Chi non si vaccina rischia effettivamente di morire, soprattutto se ci si rifiuta di sottoporsi anche alle cure. Siamo davvero attoniti per la scomparsa della signora Barbara. E’ però, questo, un evento che deve far riflettere tutti, per l’ennesima volta, sull’importanza di sottoporsi al vaccino e alle cure contro Covid-19». Un suo collega l’ha ricordata come gran lavoratrice: «Abbiamo provato a convincerla, a farle cambiare idea perché facesse il vaccino ma non c’è stato niente da fare». A febbraio avrebbe dovuto scegliere tra vaccino e lavoro. Su Facebook rimane la sua foto profilo con la scritta: «Io non mi vaccino, non sono una cavia».


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