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Tensione nel governo sulla scuola, la Lega non vota: «Così si discriminano i non vaccinati»

Secondo la bozza del decreto, gli studenti che hanno già completato il ciclo vaccinale o che sono guariti da meno di 4 mesi non devono sottoporsi alla quarantena. Per i non vaccinati sono previsti 5 giorni

Lo aveva anticipato e così è stato. La Lega ha deciso di astenersi da voto sulle nuove misure anti Covid sulla didattica a distanza e le quarantene a scuola, inserite nel decreto approvato nel pomeriggio in Consiglio dei ministri. I leghisti presenti al tavolo con il premier Mario Draghi hanno argomentato la loro decisione spiegando che in questo modo si «discriminano i bambini non vaccinati». I sei articoli di cui si compone la bozza del decreto Covid prevedono, tra le altre cose, una differenza di trattamento in ambito scolastico tra vaccinati e non. In particolare, per gli studenti che entrano in contatto stretto con un positivo e non sono vaccinati, l’isolamento domiciliare può essere dimezzato rispetto alle regole attuali ma resta comunque di 5 giorni. Trattamento diverso per gli immunizzati. Gli alunni che hanno già completato il ciclo vaccinale o che sono guariti dall’infezione da meno di 4 mesi non devono sottoporsi alla quarantena. I ministri del Carroccio, come aveva comunicato il loro leader Matteo Salvini nei giorni scorsi, hanno scelto la via dell’astensione al momento del voto del nuovo decreto: «Nessuna differenza tra vaccinati e non – resta la loro linea – è necessario che le scuole rimangano libere». «Quanto accaduto oggi in Cdm è un atto preoccupante che rischia di aumentare l’instabilità e creare nuova confusione nel Paese», è la posizione riportata da fonti del Nazareno. «Salvini e la Lega hanno a più riprese affermato giustamente di avere a cuore il rafforzamento dell’esecutivo nell’interesse dell’Italia. Confidiamo, quindi, che quello di oggi sia solo un incidente di percorso e che da domani la maggioranza torni compattamente al fianco del presidente del Consiglio – commentano i dem -. Noi siamo determinati a sostenere, col massimo dell’impegno e della responsabilità, l’operato del governo, che in questi giorni ha dimostrato di voler rilanciare subito la sua azione riformatrice, nel contrasto alla pandemia e nell’attuazione del Pnrr».


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