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Il cappotto della senatrice M5s Cinzia Leone è stato ritrovato (e non era stato rubato alla Camera)

Ma lei è arrabbiata lo stesso: «Cosa ne sa la gente del valore che tu metti dentro un cappotto, le emozioni che ricopre, i sacrifici che comporta?»

Ieri abbiamo raccontato la denuncia su Facebook della senatrice del Movimento 5 Stelle Cinzia Leone: durante le votazioni per il Quirinale era sparito un cappotto di Spagnoli da lei lasciato in Transatlantico a Montecitorio. «Provo profonda tristezza poiché pur comprendendo che era un cappotto di buona manifattura e un apprezzato brand LSpagnoli, quel qualcuno lo abbia RUBATO davvero impensabile in un ambiente frequentato da Senatori, Deputati, Commessi, Giornalisti», aveva scritto lei. Ieri il colpo di scena: alle 8,38 Leone è stata contattata dai commessi della Camera che le hanno comunicato il ritrovamento del suo cappotto. Ma lei si è arrabbiata lo stesso. Perché sostiene di aver ricevuto insulti e minacce dopo la sua denuncia: «Mi hanno soffiato il cappotto venerdì scorso quando avevo un importante appuntamento con mio marito dopo la votazione per prenderci un caffè, in una Roma gelida alle sette di sera ed io ancora convalescente per effetto del long COVID ( una leggera bronchite, per carità). Cosa ne sa la gente del valore che tu metti dentro un cappotto, le emozioni che ricopre, i sacrifici che comporta. Non è solo una questione di principio, c’è dell’altro. C’è il fatto che sono rimasta delusa, anche questa volta, non tanto dai commenti degli odiatori seriali, magari prezzolati, ma dalle donne che non mi hanno capito in questo mio sgomento …ed il silenzio di chi mi conosce e sa quel che faccio. Questo mi amareggia».


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