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Caso Cerciello Rega, al via il processo d’appello. Il pg: «Confermare l’ergastolo per Elder e 24 anni a Hjorth»

Per il procuratore generale, «è stato un delitto efferato, al limite della crudeltà». La sentenza è attesa per metà marzo. Intanto i due, condannati all’ergastolo in primo grado, si sono iscritti all’università

«Confermare la condanna all’ergastolo per Elder, mentre per Hjorth una condanna a 24 anni». Questa la richiesta fatta dal procuratore generale Vincenzo Saveriano nei confronti di Gabriel Natale Hjorth e Finnegan Lee Elder nell’ambito del processo d’appello cominciato oggi. I due sono stati condannati nel processo di primo grado all’ergastolo per l’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, ucciso nella notte tra il 25 e il 26 luglio 2019 a pochi passi dalla Cassazione. «È stato un delitto efferato, al limite della crudeltà», è stata la motivazione del procuratore generale. Dalle relazioni depositate oggi dalle difese in merito ai comportamenti tenuti in questi mesi in carcere dai due americani emerge che Finnegan Lee Elder si iscriverà nei prossimi tempi all’università americana, mentre Gabriel Natale Hjorth comincerà un corso di lingue all’ateneo Roma Tre. Previsto per oggi un calendario di udienze, con la sentenza che dovrebbe arrivare per metà marzo. Il procedimento si svolge a porte chiuse a causa dell’emergenza Covid. «Siamo ormai giunti al secondo atto legale di questa incomparabile tragedia che ha devastato tante vite, in primis la famiglia Cerciello, ma anche la nostra stessa famiglia e il nostro ragazzo. È un dolore con cui dobbiamo imparare a convivere, purtroppo», dicono in una nota di queste ore Ethan e Leah Elder, genitori di Finnegan. «Dato che dobbiamo svolgere i nostri lavori a San Francisco, possiamo venire in Italia a turno ogni due mesi, ed è per questo che siamo grati ai volontari del Gruppo Idee di Rebibbia che hanno seguito sia noi che Finnegan giorno dopo giorno, annullando in qualche modo le distanze di migliaia di chilometri con il loro supporto psicologico e il loro lavoro, ci tengono informati sulle sue condizioni e lo coinvolgono in attività che, si spera, gli consentano di crescere e maturare».


In copertina EPA/ALESSANDRA TARANTINO / POOL | Gabriel Natale-Hjorth a destra e Finnegan Lee Elder, a sinistra, a processo a Roma, 6 marzo 2021


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