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Napoli, arrestati due carabinieri per rapina e sequestro di persona: il colpo all’ufficio postale per 15 mila euro

17 Febbraio 2022 - 13:36 Redazione
Bar e pasticcerie nel cuore del centro storico di Roma gestite da clan mafiosi palermitani. E' quanto accertato dai carabinieri del Ros nell'operazione, coordinata dalla Dda di Roma, che ha portato all'emissione di una ordinanza cautelare nei confronti di 11 persone, 15 gennaio 2021. In particolare i gruppi mafiosi hanno, negli anni, riciclato nella ristorazione ingenti somme di denaro per aprire locali nella zona di Testaccio e Trastevere. Le accuse sono di trasferimento fraudolento di valori, bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio, reati commessi per agevolare l'associazione mafiosa "Cosa Nostra". ANSA/ ROS CARABINIERI +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++
La rapina ha coinvolto quattro persone che il 21 gennaio del 2019 uscivano dall'ufficio postale di corso Meridionale a Napoli. I due militari sarebbero apparsi in abiti civili con paletta e cartellini identificativi simili a quelli delle forze dell'ordine
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Tre rapinatori di cui due carabinieri. Tra gli autori di una rapina di 15 mila euro messa a segno il 21 gennaio del 2019, arrestati dalla Polizia nella mattinata di oggi 17 febbraio, ci sono anche due componenti delle forze dell’ordine, coinvolti nell’atto criminale ai danni di quattro persone appena uscite dall’ufficio di corso Meridionale a Napoli. La Polizia e i militari dell’arma hanno arrestato i due carabinieri con l’accusa di rapina e sequestro di persona: i due avrebbero fermato le vittime mentre vestivano gli abiti civili con tanto di palina e cartellina identiche a quelle in uso alle forze di Polizia. Dopo essersi qualificati come appartenenti all’Arma dei Carabinieri, avrebbero controllato le quattro persone che avevano appena effettuato alcune operazioni postali rubando contante, titoli e telefoni per un totale di 15 mila euro. Secondo gli inquirenti i due sarebbero stati gli autori materiali della rapina, mentre l’accusa per il terzo arrestato è quella di averli aiutati nell’aggressione e, tra le altre cose, anche di essersi appropriato del denaro di un suo conoscente ultrasessantacinquenne minacciandolo di ritorsioni se non avesse adempiuto alle sue richieste. Tra gli strumenti di convincimento usati dal terzo complice anche il vanto di avere molteplici conoscenze nelle forze dell’ordine e negli enti previdenziali. Per questo, oltre al reato di rapina aggravata e sequestro, è stato contestato anche quello di estorsione.

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