Tradisce il marito con i colleghi e incontra l’amante nella casa che lui le ha regalato: i giudici le revocano la donazione
Le aveva regalato una casa, senza sapere che la moglie lo tradiva già da tempo. E che, poche settimane dopo la donazione, avrebbe iniziato un’altra relazione, incontrando l’amante proprio nell’immobile ricevuto in regalo. Una vicenda finita davanti al Tribunale di Verona, che ha dato ragione al marito e disposto la revoca della donazione per «ingratitudine». A pesare sulla decisione non sono state soltanto le infedeltà della donna, ma anche le circostanze in cui si sono consumate e le conseguenze sulla reputazione dell’uomo, un primario ospedaliero.
Le tre relazioni extraconiugali e la casa regalata dal marito
La vicenda risale al periodo compreso tra il 2018 e il 2022, durante il quale la donna ha intrattenuto tre relazioni extraconiugali. Nel maggio 2021 il marito le aveva donato un immobile, ignaro dei precedenti tradimenti. Poche settimane dopo, la moglie aveva iniziato un’altra relazione, utilizzando anche quella casa per incontrare l’amante. Le infedeltà erano poi emerse durante la causa di separazione, conclusasi con una sentenza di addebito nei confronti della donna. Ma la vicenda aveva avuto ripercussioni anche sul lavoro del marito. Le relazioni erano diventate di dominio pubblico nell’ambiente ospedaliero in cui l’uomo esercitava la professione di primario, compromettendo la sua dignità personale e professionale. L’uomo aveva quindi deciso di rivolgersi al tribunale per riottenere la proprietà dell’immobile regalato alla moglie.
Perché i giudici hanno revocato la donazione
Con la sentenza del 7 ottobre 2026, il Tribunale di Verona ha accolto la richiesta del marito, applicando l’articolo 801 del Codice civile, che consente di revocare una donazione quando chi l’ha ricevuta si rende responsabile di una «ingiuria grave» nei confronti del donante. I giudici hanno chiarito che il tradimento, da solo, non è sufficiente a giustificare la restituzione di un bene. Nel caso specifico, però, hanno considerato determinanti diversi elementi: le ripetute infedeltà, i rapporti nascosti al momento della donazione, gli incontri con l’amante nella casa ricevuta e la diffusione della vicenda nell’ambiente lavorativo del marito. Un insieme di comportamenti ritenuto gravemente lesivo della dignità dell’uomo. Il tribunale ha quindi disposto la revoca della donazione e dichiarato il marito nuovamente proprietario dell’immobile, condannando la donna anche al pagamento delle spese processuali.

