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Firenze, oculista accusato di violenza sessuale su 14 pazienti: i controlli alla prostata durante le visite agli occhi

06 Novembre 2026 - 23:35 Antonia Verderosa
Oculista fiorentino accusato di molestie su anziani pazienti
Il medico avrebbe approfittato delle visite per palpeggiare le parti intime dei pazienti, perlopiù uomini anziani. La prima denuncia nel 2022, poi le indagini su quasi 200 persone. Lui respinge le accuse e rischia il processo
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«Come sta con la prostata?». Una domanda insolita durante una visita agli occhi. Eppure, secondo l’accusa, era proprio da lì che un oculista di 45 anni, in servizio in un ospedale di Firenze, cominciava a sottoporre alcuni pazienti a controlli che nulla avevano a che fare con la vista. Dopo gli esami di routine, li avrebbe accompagnati in un’altra stanza per palpeggiare loro le parti intime, sostenendo che fosse necessario verificare le condizioni generali di salute prima di un eventuale intervento. Ora il medico rischia il processo per violenza sessuale. Sono almeno tredici i pazienti che hanno riferito presunti abusi agli investigatori, ai quali si aggiungerebbe l’uomo che per primo aveva denunciato lo specialista nel 2022.

La prima denuncia e le visite sospette

La vicenda comincia nel 2022, quando un pensionato si presenta alle autorità per raccontare quanto sarebbe accaduto durante tre visite oculistiche effettuate in regime di intramoenia, cioè nell’ambito dell’attività privata svolta dal medico all’interno della struttura sanitaria. Secondo il suo racconto, lo specialista avrebbe interrotto i normali controlli agli occhi per chiedergli informazioni sulla prostata, passando poi a toccamenti nelle parti intime. Il paziente, insospettito, aveva raccontato gli episodi alla figlia e presentato denuncia. L’inchiesta, inizialmente, viene archiviata per mancanza di riscontri. Ma successivamente arriva un’altra segnalazione. Anche questa riguarda presunti abusi durante una visita oculistica. La Procura decide così di approfondire il caso.

Quasi 200 pazienti ascoltati dagli investigatori

Gli inquirenti ricostruiscono gli appuntamenti effettuati dal professionista, sia in ospedale sia in intramoenia, e ascoltano quasi duecento pazienti. Dalle testimonianze emerge uno schema ricorrente. Il medico, secondo l’accusa, avrebbe prospettato la necessità di ulteriori accertamenti, in particolare alla prostata, per escludere possibili complicazioni. Alcuni pazienti, prevalentemente anziani, avrebbero interpretato quei controlli come parte della visita, mentre altri avrebbero provato imbarazzo senza riuscire inizialmente a denunciare. Per gli investigatori, però, quelle manovre non avevano alcuna giustificazione nell’attività di un oculista. Se avesse ritenuto necessari accertamenti urologici, lo specialista avrebbe dovuto indirizzare i pazienti a un medico competente.

L’interdizione e il rischio processo

Nel febbraio 2026, su richiesta della Procura di Firenze, il giudice per le indagini preliminari aveva disposto nei confronti dell’oculista l’interdizione dalla professione per un anno. Il pubblico ministero Alessandro Piscitelli aveva chiesto una misura più severa: gli arresti domiciliari. L’inchiesta è ora arrivata davanti al giudice dell’udienza preliminare, chiamato a valutare la richiesta di rinvio a giudizio.

Il medico, assistito dagli avvocati Filippo Cei e Cesare Martucci, respinge le accuse. Secondo la sua versione, i controlli contestati erano finalizzati a una valutazione più completa dello stato di salute dei pazienti. La difesa potrebbe chiedere il rito abbreviato.