Pomodorini contaminati da salmonella, indagano tre procure: «Oltre 140 contagiati»
L’inchiesta sui focolai di salmonellosi legati al consumo di pomodoro ciliegino si allarga. Tre le procure coinvolte nell’indagine: Gela, Brescia e Trieste, che hanno avviato ispezioni in alcune aziende agricole del territorio per verificare le condizioni igieniche e le strutture utilizzate per la produzione. Gli inquirenti hanno contestato diversi illeciti, con sanzioni, sequestri e prescrizioni per adeguarsi alle norme. L’origine della contaminazione, secondo chi indaga, sarebbe da ricercare in un lotto di prodotti provenienti dalla Piana di Gela, poi ritirato dal ministero della Salute. Lo riporta Il Messaggero.
Il sequestro del pozzo di un’azienda agricola a Trieste
A Trieste, dopo un focolaio che ha coinvolto 20 persone, tra cui un dipendente di uno dei due locali, che avevano mangiato pomodorini in due ristoranti della zona, gli investigatori hanno sequestrato il pozzo di un’azienda agricola locale. In seguito al focolaio registrato a settembre nelle mense scolastiche della Valtrompia, in provincia di Brescia, i controlli sulle aziende agricole del territorio erano già stati intensificati. In quell’occasione circa 120 persone, soprattutto bambini, erano state colpite dalla salmonellosi e le successive verifiche avevano condotto al lotto di pomodori poi ritirato.
Sequestrata anche un’azienda a Niscemi
Parallelamente, un’operazione disposta dalla procura di Gela ha portato al sequestro di un’azienda nel territorio di Niscemi, dove erano presenti laghetti artificiali realizzati in violazione delle disposizioni. Nel frattempo i produttori attendono i risultati delle analisi sui raccolti, ma i primi accertamenti non avrebbero evidenziato la presenza del batterio. La contaminazione, tra l’altro, non si trasmette automaticamente ai pomodorini attraverso l’acqua utilizzata per l’irrigazione. La cottura a temperature adeguate, intorno ai 75 gradi, consente inoltre di eliminare la salmonella.
Come prevenire la salmonella
Il ceppo individuato dalle analisi è la Salmonella Strathcona ST2559. I sintomi più comuni sono febbre, dolori addominali, vomito e diarrea, che possono comparire entro 72 ore dal consumo di alimenti contaminati. Nella maggior parte dei casi si guarisce in pochi giorni, ma le persone più vulnerabili possono andare incontro a complicazioni. Per ridurre il rischio di infezione bisogna lavare accuratamente frutta e verdura e separare gli alimenti crudi da quelli già cotti. Cuocere gli alimenti e conservarli correttamente in frigorifero sono ulteriori misure di prevenzione.

