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Tra i manifestanti di Milano: «Il ministro Bianchi? Il suo modello di scuola è nemico degli studenti» – Il video

Gli studenti e le studentesse sono scesi in piazza in tutta Italia per protestare «contro il sistema dell’alternanza scuola-lavoro, l’esame di maturità in presenza e le repressioni subite da parte delle forze dell’ordine». Open ha raccolto le loro voci a Milano

Anche questo venerdì gli studenti e le studentesse sono scesi in piazza per manifestare «contro il sistema dell’alternanza scuola-lavoro, l’esame di maturità in presenza e le repressioni subite da parte delle forze dell’ordine». Non solo: tra i temi della protesta anche la bocciatura da parte della Corte costituzionale dei referendum su eutanasia legale e cannabis, l’impegno per il clima, e il conflitto tra Russia e Ucraina. A Milano il corteo, partito da Piazza Cordusio, ha visto la partecipazione di migliaia di partecipanti. Tra i bersagli principali degli studenti, spiccava Confindustria, accusata di difendere l’alternanza scuola-lavoro «per sfruttare gli studenti, e di averla svuotata di tutti gli elementi formativi», ci raccontano. Immancabile il ricordo degli studenti Lorenzo Parelli e Giuseppe Lenoci, morti durante uno stage. A Piazza Fontana, dove ha sede l’Arcivescovato di Milano, gli studenti hanno protestato contro il «perbenismo cattolico» che avrebbe influenzato la decisione della Corte costituzionale sui referendum sulla cannabis e sull’eutanasia legale. Gli studenti hanno inoltre espresso forte dissenso nei confronti dell’esame di maturità in presenza dopo due anni in cui la loro istruzione è stata frammentata tra Dad e presenza fisica.


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