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La Colombia ha depenalizzato l’aborto: «Vittoria storica per le donne e i loro diritti»

Il Paese sudamericano ha depenalizzato parzialmente l’aborto rendendo possibile l’interruzione di gravidanza durante le prime 24 settimane

La Colombia ha depenalizzato parzialmente l’aborto rendendo possibile l’interruzione di gravidanza durante le prime 24 settimane. La corte costituzionale colombiana, riporta il Guardian, ha infatti deciso con cinque voti a favore e quattro contro di depenalizzare la procedura di interruzione di gravidanza. Il Paese si va così ad aggiungere ad altri stati in ​​America Latina in cui i diritti riproduttivi stanno riprendendo piede. Analoghe sentenze hanno liberalizzato l’aborto anche in Messico e Argentina, ma l’America Latina, dove la lobby cristiana, cattolica ed evangelica è ancora forte, resta tra le aree con le leggi sull’aborto (che in alcuni casi vien completamente vietato) più restrittive del mondo. In El Salvador, per esempio, decine di donne sono state incarcerate per omicidio dopo aver subito emergenze ostetriche. L’aborto è stato depenalizzato dalla corte suprema messicana l’anno scorso. Una settimana fa invece il parlamento dell’Ecuador ha allentato i regolamenti che ora consentono l’accesso all’aborto in caso di stupro.


«Celebriamo questa decisione come una vittoria storica per il movimento delle donne in Colombia che da decenni si batte per il riconoscimento dei loro diritti», dice Erika Guevara-Rosas, direttrice per le Americhe di Amnesty International. «Le donne, le ragazze e le persone in grado di avere figli sono le uniche che dovrebbero prendere decisioni sul proprio corpo». Le manifestanti favorevoli all’accesso all’aborto, vestite di verde – il colore adottato dal movimento pro-choice – hanno celebrato la sentenza davanti alla Corte costituzionale della Colombia nel centro di Bogotá, la capitale. A scendere in piazza contro la decisione anche i manifestanti contro l’aborto.


Come ha funzionato fino a ora

Prima di questa decisione l’interruzione di gravidanza nel Paese era permessa solo in caso di rischio per la vita o la salute della madre, di malformazioni fetali pericolose per la vita o laddove la gravidanza fosse il risultato di stupro, incesto o inseminazione artificiale non consensuale. Più volte negli ultimi due anni la corte costituzionale aveva deciso di non pronunciarsi sulla questione. Secondo le attiviste, ogni anno in Colombia vengono praticati fino a 400 mila aborti, di cui solo il 10% legalmente. Durante il 2020, almeno 26.223 aborti non sicuri sono stati effettuati in tutto il paese, secondo Profamilia, un fornitore locale di assistenza sanitaria riproduttiva. Causa Justa, una coalizione colombiana per i diritti delle donne, spiega che almeno 350 donne sono state condannate o sanzionate per aborti tra il 2006 e la metà del 2019. Tra loro almeno 20 ragazze di età inferiore ai 18 anni. Così, sempre nel 2020, cinque organizzazioni per il diritto di scelta delle donne hanno presentato un ricorso per chiedere alla Corte di esprimersi sulle leggi sull’aborto. Ieri la storica decisione.

«Apprezziamo il coraggio giuridico e politico della Corte costituzionale nel riconoscere che le donne e le ragazze non sono cittadine di seconda classe», commenta sempre sul Guardian Paula Avila-Guillen, avvocata internazionale per i diritti umani e direttrice esecutiva del Women’s Equality Center, che ha sede a New York. «Nel proteggere costituzionalmente la nostra autonomia sul nostro corpo e sulla nostra vita, la corte sta cambiando la vita di milioni di donne e ragazze vulnerabili, danneggiate in modo sproporzionato dalle restrizioni sull’aborto».

«Celebriamo con il movimento Green Wave della Colombia mentre il Paese diventa il terzo paese latinoamericano a depenalizzare l’aborto negli ultimi due anni», dice ancora Avila-Guillen. «Sappiamo che questo avrà un effetto a catena in altri paesi dell’America Latina che devono ancora compiere questo passo verso i diritti umani e la giustizia sociale». «Mentre oggi celebriamo questa decisione storica, l’Onda Verde è forte e in crescita e la lotta per i diritti riproduttivi e la giustizia non finirà finché ogni persona non potrà accedere a cure sessuali e riproduttive di alta qualità quando e dove ne ha bisogno», aggiunge Eugenia Lopez Uribe, direttrice regionale della International Planned Parenthood Foundation per le Americhe e la regione dei Caraibi.

In copertina EPA/Carlos Ortega | Donne in piazza celebrano la decisione della Corte costituzionale di approvare la depenalizzazione parziale dell’aborto, consentendo l’interruzione volontaria della gravidanza fino a 24 settimane a Bogotà, Colombia, 21 febbraio 2022.

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