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I siti “anti Fake News” russi e la falsa notizia sul bombardamento del palazzo del governo a Kharkiv

Secondo la TV russa il palazzo di Kharkiv sarebbe stato colpito dagli ucraini. La fonte?A dirlo è un sito “anti fake news” russo che non effettua alcuna analisi

In Russia è nato un sito per contrastare le Fake News chiamato “Spiegare” (объясняем.рф), ma ad aprirlo sono le autorità russe pro Cremlino. Il dominio è stato registrato il 25 febbraio 2022, il giorno successivo l’inizio dell’invasione russa in Ucraina, ed è stato lanciato e promosso dal vicepresidente della Federazione russa Dmitry Chernyshenko. Il canale televisivo NTV, di proprietà dell’azienda Gazprom e in parte controllata dallo Stato, ha diffuso un servizio dedicato al nuovo sito accusando gli ucraini di essersi bombardati da soli il palazzo del Governo a Kharkiv. Per farlo, hanno tagliato tagliato il video del missile.

La data di creazione del sito promosso dal vicepresidente della Federazione russa: 25 febbraio 2022.

Nessuna traccia sul sito russo del “fact-checking”

Sul sito appena lanciato dal Governo russo non c’è traccia di questo presunto “fact-checking”. Ce ne sono altri, ma che non riguardano i bombardamenti o il conflitto vero e proprio, ma questioni parallele e della “vita di tutti i giorni” dei cittadini russi.

Le immagini del servizio televisivo russo.

Di seguito lo screenshot con tutti gli articoli della sezione “Stop fake” del sito in data 2 marzo 2022 alle 11:20 ora italiana. Dobbiamo considerare che l’accusa mossa nei confronti degli ucraini sia opera del canale televisivo? Non proprio.

Il taglio del video

Nel filmato mostrato dalla televisione russa non si vede il missile, in quanto risulta tagliata la parte superiore dell’originale.

Questo, anche se per poco, impedisce a chiunque di effettuare un’analisi dal proprio canale.

La probabile fonte delle accuse della TV russa

La televisione russa non prende spunto dal sito promosso dal Governo, ma a quanto pare da un altro molto più “spinto”. Si tratta di quello chiamato “Guerra a falsi“, creato il 24 febbraio 2022 e nello stesso giorno dell’avvio dell’invasione russa in Ucraina. In un articolo del primo marzo 2022, il sito dichiara semplicemente come falso il fatto che il palazzo sia stato colpito dai russi. Come prova, viene riportata la dichiarazione del Ministero della Difesa in cui si afferma che i palazzi amministrativi non sono obiettivi militari, pertanto non vengono bombardati dalle forze russe.

Il “fact-checking” del sito russo.

La mancata analisi del video

Sempre secondo il sito, il missile non sarebbe russo in quanto si tratterebbe di un razzo ucraino lanciato da un Smerch MLRS, un lanciarazzi multiplo.

Foto di un mezzo Smerch. Fonte.

In un tweet del 2 marzo 2022, Christo Grozev di Bellingcat pubblica un tweet riporta un fotogramma del video dove si può notare bene il missile che ha colpito il palazzo di Kharkiv. Secondo Grozev, si tratta per dimensioni e forma un 3M54-1 Kalibr non in dotazione delle forze ucraine.

Di fatto, i razzi in uso da un Smerch MLRS non presentano quelle due “alette” che si vedono nel video dell’impatto.

La presunta provenienza del razzo

Per sostenere che fosse un auto-attacco ucraino, il sito sostiene che il razzo sarebbe arrivato da Nord-Ovest e dunque non dalle aree controllate dall’esercito di Mosca. Escludono, dunque, un bombardamento da parte di un MLRS russo («и не может быть российских РСЗО»). Veniamo alla posizione della telecamera, ossia a ovest rispetto al frontale del palazzo.

La gittata di un Smerch MLRS potrebbe raggiungere i 70 km. Considerando i confini tra Ucraina e Russia, quello a Nord-Ovest è al di sotto di tale gittata (nell’immagine sottostante circa 53 km). Per questo motivo non regge l’accusa mossa dal sito russo.

Il sito, creato il giorno dell’invasione russa in Ucraina, non riporta alcuna prova a sostegno delle accuse mosse di un presunto “auto bombardamento” da parte degli ucraini al proprio palazzo amministrativo a Kharkiv. Non espongono, in alcun modo, un’analisi del missile che risulta ben visibile nel video.

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