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Un giovane russo su due si dichiara contro la guerra, il sondaggio indipendente di Russian Field

Una società indipendente stima che a sostenere la guerra siano soprattutto anziani e persone con bassi titoli di istruzione

I giovani russi sono in buona parte contrari alla guerra ed hanno anche il coraggio di dirlo rispondendo ai sondaggi telefonici, nonostante gli interventi contro i dissidenti del Cremlino stiano diventando ancor più feroci in queste ore. In uno studio indipendente, al quale ha partecipato anche l’attivista Maxim Katz, la società russa specializzata in sondaggi Russian Field ha cercato di studiare il sentimento della popolazione sul conflitto in corso in Ucraina. Considerando la propaganda in atto all’interno del paese, i risultati sono particolarmente interessanti perché la popolazione più giovane e istruita è anche quella più critica con l’invasione dell’Ucraina. A sostenere Putin e la sua politica estera sono soprattutto gli anziani. Russian Field è considerato un gruppo di ricerca indipendente che, infatti, generalmente ha lavorato all’analisi di dati di partiti appartenenti all’opposizione al presidente Vladimir Putin. I ricercatori si dicono particolarmente soddisfatti del campione raggiunto: stando al loro rapporto, lo studio è stato condotto su 2000 persone (secondo gli analisti il margine di errore massimo è del 2,5%) e viene definito particolarmente preciso sui risultati nei distretti federali.


L’operazione in Ucraina

Ovvio che in situazioni come queste e in un paese in cui il controllo dell’opinione pubblica arriva a livelli paranoici i sondaggi di opinione vadano presi con molta prudenza. Ma i dati pubblicati da Russian Field sono comunque interessanti. Ad esempio, a proposito dell’operazione in Ucraina, i sondaggisti stimano che il 58,8% del totale degli intervistati sostenga l’aggressione russa. Ma i dati cambiano, e molto, a secondo dell’età dell’intervistato. Tra i giovani nella fascia 18-29 il sostegno è di poco superiore al 40%, 41,7%, mentre i contrari sono il 49,9%. I contrari al conflitto sono tanti anche nella fascia d’opinione successiva, quella che va dai 30 ai 44 anni, 41% contro il 50,7% di favorevoli. Solo tra i russi con più di 60 anni di età, l’appoggio all’operazione militare arriva al 72,8%, ma nel complesso quasi la metà degli intervistati di età compresa tra i 18 e i 44 anni ha dato una valutazione negativa dell’operazione in Ucraina.


L’altra connessione interessante è con il livello di istruzione: metà di coloro che hanno dato un giudizio totalmente negativo dell’operazione è laureata, un terzo ha iniziato ma non ha completato l’università. Mentre la grande maggioranza di chi non ha neppure il diploma superiore (75%) è favorevole alla guerra.

Il ruolo della politica estera

La valutazione dell’operazione bellica si inserisce in un discorso più complessivo su quali dovrebbero essere le priorità del governo: la maggioranza degli intervistati, il 52%, ritiene che le autorità dovrebbero dare priorità alla politica interna e non a quella estera. Che quella estera sia la più importante lo pensa solo il 17,6%. Anche qui, pesa molto l’età di chi parla: i giovani tra i 18 e i 29 anni credono che la politica interna sia prioritaria al 64,7%, gli over 60 si schierano su questa linea al 43%. Pochi, però, il 17,3% sono fortemente contrari alla linea complessiva scelta per la politica estera russa, ma anche su questo punto, giovani e di mezza età sono comunque più critici: il 19,2% nella fascia 30-44 anni è favorevole alla linea russa sulla politica estera nel suo complesso. Probabilmente su questo punto pesa la propaganda martellante di questi giorni visto che la maggioranza degli intervistati, il 59,7% considera comunque gli Stati Uniti come responsabili del conflitto in corso, a dire che la responsabilità è della Russia è solo il 16,5%.

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