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Ucraina, Caracciolo: «Vi spiego cosa vuole fare Putin sul campo e perché vuole le città»

La campagna adesso langue e lo Zar vuole una vittoria militare per sedersi al tavolo delle trattative

Lucio Caracciolo, direttore di Limes, spiega oggi in un’intervista rilasciata a il Fatto Quotidiano che la Russia vuole attaccare e prendere le città per poi sedersi al tavolo dei negoziati. E pensa anche che tra le ragioni della guerra ci siano i calcoli sbagliati di Vladimir Putin, un errore iniziale che ha influenzato il corso successivo della campagna. Per Caracciolo la campagna d’Ucraina per ora langue: «Se l’obiettivo è quello di arrivare alla congiunzione del Donbass con la Crimea, sigillando l’Ucraina verso il Mar Nero, ancora non ci siamo. E, soprattutto, la performance modesta dei russi potrebbe incoraggiare la resistenza ucraina e la volontà occidentale di sostenerli. Una guerra che si prolungasse oltre il mese sarebbe una guerra non vinta, per usare un eufemismo, perché i tempi sono decisivi, checché ne pensino i russi».


I russi invece «hanno sbagliato due cose di fondo: la prima è che pensavano ci fosse un uomo a Kiev che potesse “invitarli” in Ucraina, idea abbastanza improbabile, ma coltivata. La seconda è che gli ucraini li avrebbero accolti in modo più positivo. Tutto questo complica l’equazione di Putin». Per questo adesso «sono costretti a invadere le città, da qui l’insistenza sui corridoi umanitari per sgomberarle. Anche se a Kiev ci fosse solo la metà degli abitanti sarebbe ancora un rischio enorme». Ora l’unica porta aperta è quella del compromesso con Putin che rimane in sella a Mosca e un precario equilibrio in Ucraina. Ma perché lo Zar ha cominciato tutto questo? «Credo per errore, a volte nelle guerre succede. Si attende un risultato che non verrà».


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