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Lamorgese: «Daremo case e aiuti ai profughi ucraini. No ai blocchi stradali per gli aumenti dei prezzi»

La ministra dell’Interno: impegnati per tutelare le unità familiari e le persone più fragili

La ministra dell’Interno Luciana Lamorgese rilascia oggi un’intervista al Corriere della Sera per spiegare cosa succede in Italia con l’accoglienza ai cittadini ucraini che scappano dalla guerra. «Siamo impegnati per tutelare l’unità dei nuclei familiari, le persone più fragili e i tanti minori in arrivo. Stiamo garantendo ai profughi una rete di protezione che prevede anche alcuni servizi essenziali quali l’assistenza sanitaria, l’accesso a scuola per i bambini e i ragazzi, la mediazione linguistica e culturale. Per gli adulti è prevista anche la possibilità di lavorare regolarmente». Per quanto riguarda le vaccinazioni, invece, «la polizia di frontiera sta distribuendo ai profughi un vademecum predisposto dal Viminale e dalla Protezione civile, tradotto in ucraino e in inglese, con tutte le indicazioni. Sono previsti un tampone entro le prime 48 ore dall’ingresso nel nostro Paese da ripetersi prima dell’accesso nelle strutture di accoglienza, l’autosorveglianza sanitaria per cinque giorni, l’obbligo dell’uso della mascherina dove è prescritto e altre misure di sanità pubblica. Inoltre ho invitato i prefetti ad avviare azioni, d’intesa con le Autorità sanitarie regionali, volte a favorire l’adesione da parte dei cittadini ucraini alle campagne vaccinali anti Covid-19 e per far completare i cicli vaccinali per l’infanzia».


Infine, due parole su scioperi e proteste per gli aumenti della benzina e del diesel «A fine febbraio, proprio dopo i primi aumenti dei prezzi dei carburanti, abbiamo assistito alla mobilitazione del settore dell’autotrasporto con i Tir che hanno rallentato la circolazione sulle autostrade e ai varchi di alcuni porti. In quell’occasione siamo riusciti a scongiurare blocchi perché siamo intervenuti insieme ai ministri dell’Economia e delle Infrastrutture, i prefetti hanno svolto un’attività di ascolto e di mediazione e, bisogna dirlo, le associazioni di categoria hanno mostrato grande senso di responsabilità». E adesso? «Siamo consapevoli che la guerra in Ucraina continua a determinare pesanti ripercussioni economiche sulle filiere produttive e sui cittadini e quindi il ministero dell’Interno continuerà come sempre a farsi garante del diritto di manifestare che, però, deve essere contemperato con la necessità di proteggere la continuità dei servizi pubblici essenziali, compreso quello dell’approvvigionamento delle merci».


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