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Bloccato in Sudan da un anno, Zennaro torna in Italia: «Finito un incubo, finalmente a casa»

Suo padre, Cristiano Zennaro, accusa la Farnesina di averli lasciati da soli: «Non hanno voluto risolvere un palese sequestro di persona a scopo di estorsione»

«Dopo un anno si conclude un incubo: a complicare la situazione il meteo e le tempeste di sabbia. Ora finalmente sono a casa. È stato un anno lungo e duro». Queste le parole di Marco Zennaro, imprenditore veneziano bloccato da un anno in Sudan (accusato di aver venduto trasformatori elettrici difettosi), appena arrivato all’aeroporto di Fiumicino. È apparso stanco ma di buon umore. Poco prima a confermare il suo rientro era stato il padre, Cristiano Zennaro, all’Adnkronos: «Confermo la partenza di Marco dal Sudan». «Ringrazio mio figlio per essere sopravvissuto a quei 75 terribili e infernali giorni di detenzione. Ringrazio la famiglia per aver trovato in tempi brevi le risorse finanziarie per far cessare la detenzione», aveva detto.


Poi l’attacco alla Farnesina: «Devo, purtroppo, denunciare il totale fallimento dell’istituzione italiana che, incomprensibilmente, non ha voluto risolvere un palese sequestro di persona a scopo di estorsione. Mi auguro che la Farnesina abbia il pudore di non rilasciare retorici comunicati perché, se Marco è uscito da quell’inferno, lo deve solo ed esclusivamente a sé stesso». Ma anche al denaro che è stato raccolto da Unioncamere Veneto per pagare la cifra richiesta dal tribunale del Sudan. «La risoluzione del caso è stato frutto di un grande lavoro – spiega, invece, il diretto interessato una volta arrivato in Italia – dal direttore generale per gli italiani all’estero della Farnesina, Luigi Vignali, al professor Orsoni, dai nostri avvocati a tutte le realtà che mi hanno supportato economicamente».


Cosa è successo

La vicenda legata a Zennaro sembra essere molto complessa. L’imprenditore, infatti, sarebbe stato assolto in tre procedimenti penali ma avrebbe anche ancora pendente l’appello di una causa civile. Alcuni suoi clienti in Sudan, infatti, lo avrebbero accusato di aver consegnato loro dei trasformatori difettosi. A interessarsi del suo caso è stato prima di tutto il direttore generale per gli italiani all’Estero della Farnesina, Luigi Vignali, che nei giorni scorsi si è recato in Sudan per seguire personalmente la vicenda. Anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha sentito telefonicamente Zennaro: «Bentornato in Italia», gli ha detto.

Foto in copertina di repertorio

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