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Anonymous viola le stampanti militari russe, raffica di messaggi anti Putin: «Questa non è la tua guerra, ma del tuo governo»

Dalle stampanti russe violate gli attivisti hanno lanciato un messaggio unico da remoto: «Questa guerra è del governo»

Il collettivo di attivisti di Anonymous va avanti con le sue azioni dimostrative contro l’offensiva russa in ucraina. Nell’ultima segnalata il gruppo GhostSec – che ora fa parte di Anonymous – è riuscita a violare centinaia di stampanti governative e militari russe e, attraverso queste, a diffondere un messaggio da remoto:


«Questa non è la tua guerra. Questa è la guerra del tuo governo. Mentiamo a fratelli e sorelle. I soldati di alcune unità militari pensano di eseguire attività di formazione. Ma quando raggiungono il loro obiettivo, vengono accolti da ucraini che vogliono vendicarsi per la distruzione della loro terra portata avanti dai burattini di Putin».


Gli attivisti, che in un primo momento hanno rivendicato l’azione via Twitter, sono quindi riusciti ad avviare la stampa a distanza di fogli con su scritto lo stesso messaggio contro l’offensiva russa. Tra gli obiettivi di Anonymous, da quando è esploso il conflitto il 24 febbraio scorso, c’è quello di sollecitare i cittadini russi a protestare e insorgere contro il presidente Vladimir Putin così da riuscire a rimuoverlo dal potere. Tante sono le operazioni mediatiche che il collettivo di hacker è riuscito a mettere a segno. Per diffondere informazioni sull’invasione russa in Ucraina Anonymous ha anche lanciato il portale 1920.in. Tramite questa piattaforma è possibile inviare sms a numeri di telefono russi e, stando agli ultimi dati diffusi dallo stesso collettivo, fino a questo momento ne sono stati inoltrati oltre sette milioni per diffondere informazioni sulla guerra. Sempre a questo ramo che opera per Anonymous – GhostSec – va attribuito l’hacking registrato nei giorni scorsi relativo alla violazione di 400 webcam alle quali hanno accesso gli organi statali di Mosca e i civili russi. Tramite questa azione, gli attivisti cibernetici erano riusciti a portare a termine l’intento di mostrare sugli schermi dei computer connessi alle videocamere diverse informazioni relative al conflitto in Ucraina, come per esempio gli effetti dei raid aerei russi lanciati sulle città assediate e la disperazione dei civili in fuga dalla guerra.

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