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Giallo a Mosca: fuga di voli privati verso Dubai e gran traffico di voli militari

I movimenti degli aerei sono stati tracciati attraverso una pratica che si chiama Osit: Open Source Intelligence

Codici identificativi, rotte tracciate, analisi degli aeroporti di partenza e arrivo. Da quando i primi tank russi hanno superato i confini dell’Ucraina si è aperto un nuovo fronte dei analisi: il tracciamento dei mezzi privati. Jet, elicotteri e yacht russi sono finiti nelle mani di analisti e con discrete competenze informatiche e che hanno costruito profili Twitter dedicati a tracciare tutti questi movimenti. Fra questi vi abbiamo raccontato anche di Jack Sweeney, il ragazzo diventato noto per aver seguito tutti i movimenti del jet di Elon Musk che ora si è dedicato solo ai mezzi degli oligarchi russi. Uno di questi analisti nelle ultime ore ha sollevato un dubbio su quello quello che sta accadendo all’ombra del Cremlino. Oliver Alexander ha pubblicato una serie di mappe di volo dove viene testimoniato un corposo movimento di jet privati che partano da Mosca e si muovono verso Dubai.


Il tweet in cui ha denunciato questo esodo è stato condiviso da 5 mila persone e ha ricevuto 15 mila like. Nel tracciamento identifica uno stormo formato da quattro aerei: tutti privati e tutti diretti dalla Russia alla capitale degli Emirati Arabi. Oltre a queste immagini, ce ne sono altre che documentano il movimento di jet verso la città affacciata sul Golfo Persico. Per gli oligarchi russi Dubai è diventata una meta verso cui muovere yacht e jet privati dopo la decisione di Stati Uniti, Regno Unito e Unione europea di sanzionare buona parte dei loro beni. Il New York Times ha raccontato che nei giorni scorsi erano arrivati a Dubai sia lo yacht dell’oligarca Andrei Skoch sia il jet di Arkady Rotenberg. Solo in Italia sono state bloccate proprietà per oltre 600 milioni di euro, anche se a gonfiare questa cifra c’è lo yacht Sy A di Andrey Igorevich Melnichenko che da solo vale 530 milioni di euro.


Come funziona l’Open Source Intelligence

Oliver si definisce un’analista con la passione per l’Open Source Intelligence (Osit), quella pratica che permette di creare conoscenza condividendo informazioni pubbliche. È esattamente come succede con la mappatura dei voli russi: visto che le informazioni condivise non vengono estratte in modi esotici ma semplicemente prese da portali che monitorano il movimento degli aerei in tutto il mondo come Flightradar24. Oliver aveva già cominciato a fare questo tipo di lavoro nei primi giorni della guerra, tracciando i movimenti delle truppe russe attraverso mappe, fotografie e video trovate in rete. Ai tempi però Twitter aveva deciso di sospendere il suo account per 24 ore.

I voli verso gli Urali

Sempre Oliver ha rilanciato nelle ultime ore le analisi di un altro account che si occupa sempre di questo tipo di analisi. L’autore in questo caso si chiama Manu Gomez e ha documentato una serie di voli che dalla zona di Mosca si stanno muovendo verso gli Urali, catena montuosa che si trova verso est e che separa la Russia europea da quella asiatica. Se per Dubai è più facile fare delle ipotesi, in questo caso è più difficile capire l’origine dei movimenti.

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