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M5s, Conte: «La prossima settimana voto online sulla mia leadership. Terzo mandato? Chiederemo alla base»

«La proposta di invitare anche Putin in Parlamento fatta da qualche parlamentare 5s? La declassifichiamo a sciocchezza, punto», si è smarcato così l’ex premier

L’ex premier Giuseppe Conte sembra avere le idee chiare sulla sua leadership (in bilico) e soprattutto su cosa ne sarà del terzo mandato per gli eletti. Oggi 19 marzo, infatti, nel corso di un’intervista a SkyTg24, ha spiegato che la nuova votazione sulla sua leadership si svolgerà online e comunque «la prossima settimana». Intanto – aggiunge – la regola del doppio mandato, che impone a chi è stato eletto due volte col Movimento di non ricandidarsi, resta ma potrebbe essere messa presto in discussione. I parlamentari, infatti, «hanno iniziato il loro impegno sottoscrivendo il codice etico», quindi anche il limite del doppio mandato ma «chiaramente in una prospettiva di rilancio del Movimento si sta discutendo se sia il caso di modificarla in parte o meno. Dopo le amministrative ci consulteremo con la base, perché la nostra forza è la base». A proposito del caro carburanti e bollette, ha detto: «È una situazione così complessa, il caro bollette e il caro energia sono così significativi, che non sarà sufficiente un singolo intervento, pur non trascurabile, come quello che è stato adottato».


Il leader del Movimento Cinque Stelle ha dichiarato che avevano «chiesto con determinazione degli interventi sugli extra-profitti di alcune aziende, un meccanismo redistributivo fondato sulla solidarietà per dare un sostegno alle persone più bisognose. Chiaramente l’intervento sulle accise, che è molto modesto, è un primo intervento e non può essere risolutivo. Buona la rateizzazione, la cassa integrazione, buono il credito d’imposta cedibile: ci sono delle misure ma è chiaro che bisogna intervenire a livello europeo perché, se non spingiamo gli altri Paesi a condividere un meccanismo solidaristico generalizzato, un Energy Recovery Fund, non ne usciremo certo in un mese».


Infine, sulla proposta di alcuni Cinque stelle di invitare anche Vladimir Putin a un discorso davanti al Parlamento italiano, visto l’intervento di Zelensky previsto per martedì, l’ex premier frena: «La declassifichiamo a sciocchezza, punto. La linea M5S è chiara, non c’è da discutere ed è condivisa da quasi tutti i parlamentari, eccetto qualcuno che ne ha fatto una questione personale. Abbiano 230 parlamentari: è chiaro che con decisioni così complesse se andate a intervistare 230 parlamentari ci può essere qualche varietà di accento».

Foto in copertina di repertorio: ANSA/GIUSEPPE LAMI

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