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Bennett critica Zelensky: «Non si possono paragonare la guerra in Ucraina e l’Olocausto»

Il primo ministro israeliano ha poi commentato gli ultimi sviluppi sui negoziati, parlando di progressi ancora insufficienti

«Non si può confrontare qualsiasi altra situazione con l’Olocausto»: così il primo ministro israeliano Naftali Bennett ha commentato il paragone del presidente ucraino Volodymyr Zelensky tra l’invasione russa e il genocidio nazista. Durante una conferenza organizzata dal sito di notizie Ynet e riportata dal quotidiano israeliano Haaretz, Bennett è intervenuto con toni decisi sulle parole del presidente ucraino. Durante un suo discorso in streaming ai legislatori israeliani, Zelensky aveva definito quello di Mosca «un linguaggio da soluzione finale», invitando ad ascoltare «le parole del Cremlino, simili alla terminologia utilizzata dai nazisti». Bennett ha detto di comprendere che Zelensky «è un leader che sta combattendo per la vita del suo Paese», sottolineando però dall’altro lato l’inadeguatezza dei suoi riferimenti all’Olocausto. «Personalmente credo che non si possa equiparare l’Olocausto a qualsiasi altra cosa», ha spiegato Bennett. «Nelle ultime settimane ci sono stati alcuni progressi tra le due parti» ha aggiunto il leader israeliano parlando dei negoziati, «ma le distanze su questioni di base sono ancora molto grandi». L’impegno secondo Bennett dovrebbe essere quello di «continuare insieme agli altri amici nel mondo a cercare di colmare le lacune per porre fine alla guerra», sottolineando come i progressi fatti negli ultimi giorni non siano sufficienti «per fermare lo spargimento di sangue».


L’attacco di Zelensky

Parlando con Israele poche ore fa Zelensky ha chiesto a Bennett di armare l’Ucraina e di aprire le porte ai profughi. «Sono sicuro che sentite il ​​nostro dolore, ma mi potreste spiegare perché stiamo ancora chiamando il mondo intero, molti paesi e chiedendo aiuto? Ora vi chiediamo aiuto o almeno i visti», ha detto il presidente ucraino riferendosi ai limiti israeliani posti ai rifugiati ucraini. «Cos’è questo atteggiamento? Apatia? Calcoli? O la mediazione senza schierarsi? Vi lascio rispondere a questa domanda, ma voglio sottolineare che l’apatia uccide, i calcoli possono essere errati. Potete mediare tra i Paesi, ma non tra il bene e il male», ha affermato.


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