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Gli oligarchi russi che stanno perdendo miliardi di dollari, anche i più fedeli a Putin iniziano ad allontanarsi

C’è, infatti, chi inizia a protestare come il proprietario di Alfa-Bank che ha auspicato una pace immediata o come il re dell’alluminio che ha fatto una, seppur timida, presa di distanza dalla guerra in Ucraina

L’obiettivo dell’Occidente era quello di colpire la Russia con sanzioni pesantissime che andassero a minare soprattutto l’impero degli uomini più vicini al presidente Vladimir Putin. Ora, come riporta Marco Imarisio sul Corriere della Sera di oggi 26 marzo – citando un sito indipendente russo, poligon.media sorto sulle ceneri del giornale MBKh fondato dall’ex oligarca dissidente Mikhail Khodorkovskij – molti oligarchi starebbero iniziando ad allontanarsi dal presidente russo. «Non so più come fare a vivere», ha detto al Financial Times Piotr Aven, azionista di Alpha Bank, considerato tra gli uomini più vicini a Putin, che ha visto assottigliarsi di 786 milioni di euro il suo patrimonio da 4,1 miliardi. «I miei affari sono distrutti, tutto quello che ho costruito in 30 anni non esiste più», ha tuonato. Si tratta di uomini ricchissimi i cui patrimoni si nascondono nelle banche off shore (e non solo) di tutto il mondo. Numeri alla mano, le perdite dei soli 10 oligarchi russi dall’inizio delle sanzioni ammontano a ben 85 miliardi di dollari, ovvero 77 miliardi di euro. Ancora da definire invece quelle degli altri, considerando che comunque le ricchezze dei magnati russi vicini al Cremlino rappresentano circa il 35% del Pil russo, stando ai dati del 2020.


C’è anche chi inizia a protestare

Aleksej Mordashov, presidente di Rossiya Bank e proprietario di Severstal, colosso del settore minerario ed energetico, ad esempio, ha perso 3,184 miliardi di euro. E pure uno yacht sequestrato in Italia, a Imperia. Roman Abramovich, proprietario del Chelsea, invece, non ha più i suoi 4 miliardi di euro. Gennadij Timchenko, sesto uomo più ricco della Russia, ha perso 10 miliardi e 371 milioni di euro, ovvero la metà del suo patrimonio personale. E qualcuno inizia a prendere le distanze (seppur, al momento, molto timide): si pensi a Mikhail Fridman, proprietario di Alfa-Bank e di LetterOne, che ha avuto perdite per 5 miliardi. Ha auspicato una pace immediata. Oleg Deripaska, infine, re dell’alluminio, ha avanzato qualche critica alla guerra in Ucraina. Lui ha perso oltre 6 miliardi.


Foto in copertina da ANSA

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