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Dopo l’elezione Conte torna sulle spese militari: «Il governo ci deve ascoltare. Siamo una parte importante del Paese»

La nuova elezione di Conte come presidente del Movimento 5 Stelle è stata commentata anche da Luigi Di Maio: «Un passo avanti per il Movimento»

Una volta incassato il voto, nelle ultime ore Giuseppe Conte è tornato sulla questione delle spese militari: «Non voglio mettere in difficoltà nessuno ma non voglio neppure mettere in difficoltà il Paese sull’onda emotiva del conflitto. Io non intendo mettere in discussione l’accordo siglato con la Nato: non lo chiedo neppure al premier. Però gli accordi presi illo tempore devono tenere conto delle sopravvenienze e quelle dell’Italia sono superiori a quelle di altri Paesi. Quindi ci si mette attorno ad un tavolo e si discutono le tempistiche e gli impegni». E ancora: «Non può essere assolutamente che il governo non ci ascolti e che nel Def ci siano quelle fughe in avanti che abbiamo sentito negli scorsi giorni: abbiamo il diritto di farci ascoltare perché rappresentiamo una parte importante del Paese». Prima di questo voto Conte aveva detto agli iscritti che se fosse stato confermato come presidente avrebbe contrastato l’aumento delle spese militari al 2 per cento del Pil, obiettivo che fa parte degli accordi presi dai Paesi Nato.


La conferma, quasi un plebiscito, di Conte come leader del Movimento 5 Stelle sta sollevando parecchie reazioni dai colleghi di partito, anche da chi ormai da tempo si è allontanato dalla sua linea. Fra questi anche Luigi Di Maio, che negli ultimi giorni si era spostato dalle posizioni dell’ex premier soprattutto per la questione delle spese militari: «Con la nuova elezione di Giuseppe Conte come presidente M5S, il MoVimento fa un altro passo deciso in avanti. Complimenti anche a Laura Bottici, eletta componente del Comitato di garanzia, e a Danilo Toninelli, Barbara Floridia e Fabiana Dadone eletti componenti del Collegio dei probiviri. Rimaniamo concentrati sulla guerra in Ucraina e i suoi effetti drammatici. L’Italia lavora costantemente per mettere fine alle ostilità e tutelare gli italiani dalle conseguenze di questa atroce guerra». Conte ha vinto con il 94,19 per cento dei voti. Certo, si trattava solo di un voto di riconferma senza altri sfidanti ma l’affluenza è stata comunque buona: 59.047 iscritti, su 130.570 aventi diritto al voto.


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