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Mosca annuncia la de-escalation a Kiev e Chernihiv. Ma Biden non si fida: «Per ora solo parole»

Putin sente Macron: «A Mariupol i nazionalisti ucraini si arrendano». Il presidente francese frena sull’operazione umanitaria nella città: «Ora è impensabile»

La novità apparsa ai negoziati che si sono tenuti oggi in Turchia è stata l’assenza nella bozza di accordo della “denazificazione” dell’Ucraina, obiettivo prioritario per il Cremlino sin dall’inizio del conflitto. Il documento anticipato dal Financial Times dice che Kiev si impegna a rinunciare all’adesione alla Nato e proteggerà i russofoni nel paese. Intanto scoppia il giallo Abramovich: ha i sintomi di un avvelenamento (pelle desquamata e vista offuscata) e dice che Mosca ha provato a ucciderlo durante la sua partecipazione ai primi colloqui di pace di inizio marzo. E intanto il ministero della Difesa britannico sostiene che la Russia abbia portato mercenari della compagnia Wagner sul campo per sopperire alle perdite dell’esercito. Il sindaco di Chernihiv intanto ha detto che il numero di persone uccise dalle truppe russe in città potrebbe arrivare a 400: «Abbiamo già più di 350 vittime in città… Questo non è il dato definitivo. Ora abbiamo un capo dell’assessorato regionale alla sanità riconfermato. Spero che avremo cifre più dettagliate. Penso che questa cifra sia di circa 400».


21.40 – Gli Usa: «A Kiev la minaccia non è finita, Mosca riposiziona le sue truppe»

«La minaccia a Kiev non è finita, nessuno dovrebbe illudersi» sull’abbandono delle truppe russe dalla capitale ucraina. Sono le parole del portavoce del Pentagono, John Kirby. Kirby, commentando il movimento di un «piccolo numero» di forze russe registrato dall’area di Kiev, ha infatti dichiarato che si tratta, secondo l’intelligence statunitense, di un «riposizionamento, non di un ritiro» delle truppe.


21.00 – Prima riunione Consiglio ministri dell’Ucraina dall’inizio della guerra

Per la prima volta dall’inizio dell’invasione russa, iniziata lo scorso 24 febbraio, si è riunito il Consiglio dei ministri ucraino. Lo ha annunciato su Telegram il primo ministro ucraino Denys Šmihal’. «La maggior parte dei nostri colleghi ministri lavora a Kiev, gli altri sono in missione in altre regioni», ha aggiunto. «Il Paese si rimette a lavorare», ha concluso.

20.20 – Biden: «De-escalation? Vedremo, per ora sono solo parole»

«Non posso dire nulla finché non vedo cosa faranno realmente ciò che hanno annunciato». Sono le parole del presidente statunitense Joe Biden dopo l’annuncio di Mosca di voler ridurre le operazioni militari in Ucraina. Biden ha poi aggiunto che i leader di Francia, Germania, Italia e Regno Unito, sentiti in giornata, sono d’accordo nel valutare cosa possono «offrire» i negoziatori russi prima di decidere il da farsi. «Nel frattempo – ha assicurato Biden – continueremo a mantenere le sanzioni e a garantire all’esercito ucraino la capacità di difendersi».

18.55 – Telefonata Putin-Macron: «I nazionalisti ucraini a Mariupol devono arrendersi»

Nella telefonata avvenuta oggi tra Vladimir Putin ed Emmanuel Macron, il presidente russo ha ribadito che i «nazionalisti» ucraini devono deporre le armi, come riferisce l’agenzia Afp. Il diktat del Cremlino arriva nel giorno in cui il battaglione Azov che combatte a Mariupol ha annunciato di aver ferito gravemente un comandante ceceno molto vicino a Kadyrov. L’Eliseo ha poi riferito che in questo momento non ci sono le condizioni per un’operazione umanitaria a Mariupol. In un altro colloquio invece tra il presidente francese, Mario Draghi, Joe Biden, Olaf Scholz e Boris Johnson, i cinque leader hanno confermato l’importanza di uno stretto coordinamento sull’aiuto alla popolazione e alle istituzioni ucraine, con particolare attenzione al funzionamento dei corridoi umanitari e all’assistenza ai crescenti flussi di rifugiati. Come riferisce Palazzo Chigi, continua poi l’impegno dei Paesi occidentali nel sostegno ai negoziati in corso, assicurando al più presto il cessate il fuoco.

18.40 – Espulsi 38 diplomatici russi da Paesi Bassi e Belgio. Il Cremlino: «Risponderemo»

Il Cremlino promette una risposta decisa all’espulsione dei suoi diplomatici dai Paesi Bassi e dal Belgio, come riferito dal ministero degli Esteri russo. I due Paesi europei hanno deciso oggi 29 marzo di espellere 21 diplomatici russi accreditati all’ambasciata di Mosca a Bruxelles e 17 al consolato generale ad Anversa. Ai diplomatici russi è stato imposto di lasciare il Paese entro due settimane.

17.15 – Il capo delegazione russa: «Ancora lungo il cammino per la pace»

La trattativa finora ha fatto: «passi da gigante verso la pace», ha detto il capo della delegazione di Mosca, Vladimir Medinsky citato dall’agenzia Tass. I russi si aspettano: «un progresso reciproco dall’Ucraina», ribadendo comunque che resta «un lungo cammino» da percorrere prima di arrivare a un accordo di pace accettabile sia per la Russia che per l’Ucraina. Sull’annuncio di una «riduzione radicale delle attività militari» sulle regioni di Kiev e Chernihiv, Medinsky ha chiarito che la de-escalation delle operazioni: «non significano un cessate il fuoco».

16.50 – Blinken frena sui negoziati di Istanbul

Nonostante le apparenti aperture che emergono dai negoziati in Turchia, il segretario di Stato americano Antony Blinken dice di non aver visto segnali di «reale serietà» da parte dei Russi nei colloqui: «Un conto è quello che dice la Russia e un conto quello che fa. Siamo concentrati su quest’ultimo».

16.45 – Crollano i prezzi di frumento e mais in attesa del negoziato

Tra gli effetti sui possibili esiti positivi del negoziato di Istanbul, le quotazioni dei cereali sono andate a picco considerando che l’Ucraina è tra i principali fornitori mondiali. Sui futures di Chicago, il frumento è sceso dell’8% a 9,72 dollari al bushel, per la prima volta sotto i 10 dollari a marzo. Le quotazioni viaggiano sui 9,95 dollari con un calo del 5,82%. Il mais alle 16.45 veniva scambiato a 7,16 dollari, in calo del 4,31%.

14.20 – Mosca riduce attività militare su Kiev e Chernihiv

Dopo i colloqui in Turchia, il Cremlino ha deciso una «radicale» riduzione dell’attività militare nelle regioni di Kiev e Chernihiv, come confermato dallo stesso ministero della Difesa russo. «A causa del fatto che i colloqui sulla preparazione di un accordo sulla neutralità dell’Ucraina e sul suo status non nucleare, nonché sulla fornitura all’Ucraina di garanzie di sicurezza, stanno passando alla sfera pratica – ha detto il viceministro della Difesa russo Alexander Fomin – considerando i principi discussi durante l’incontro di oggi, al fine di rafforzare la fiducia reciproca e creare le condizioni necessarie per gli ulteriori colloqui e il raggiungimento dell’obiettivo finale – il coordinamento e la firma del suddetto accordo – il ministero della Difesa russo ha preso la decisione di diminuire l’attività militare in direzione di Kiev e Chernigov».

13.45 – Kiev: «Negoziati avanti anche con Paesi garanti»

I negoziati tra Ucraina e Russia andranno avanti, garantisce uno dei delegati di Kiev, Mikhaylo Podolyak, con il coinvolgimento anche dei Paesi garanti, come dichiarato nella conferenza stampa alla fine della giornata di colloqui in Turchia, il consigliere di Volodymyr Zelensky. Secondo Podolyak i negoziati hanno fatto abbastanza strada perché ci possa essere un incontro tra il presidente ucraino e Vladimir Putin. Un’ipotesi che sarebbe confermata anche da parte dei russi, ma solo dopo che sarà concordata almeno una bozza di trattato tra le parti, ha spiegato il capo negoziatore di Mosca Vladimir Medinsky che sostiene di aver ricevuto proposte scritte dall’Ucraina. Kiev avrebbe confermato di voler puntare alla neutralità e alla rinuncia al nucleare. La delegazione ucraina ha poi confermato di aver rinunciato all’ingresso nella Nato, ribadendo però che la candidature nell’Ue non può essere fermata.

13.20 – Conclusi i colloqui in Turchia

È terminata la giornata di colloqui organizzata al palazzo Dolmabahce di Istanbul, secondo quanto riferisce l’ambasciata ucraina di Ankara. Non è stato ancora chiarito se i negoziati proseguiranno in questa sede anche domani 30 marzo. È attesa una conferenza stampa di un membro della delegazione di Kiev.

12.45 – Il consigliere di Zelensky: «Negoziati difficili»

Proseguono con diversi ostacoli i negoziati tra Russia e Ucraina, come ha spiegato il consigliere di Volodymyr Zelensky, Mikhaylo Podolyak, durante un pausa delle trattative al palazzo Dolmabahce a Istanbul. Podolyak ha definito: «difficili» i negoziati per la pace in corso, ribadendo le condizioni dettate da Kiev: «Garanzie sulla sicurezza senza condizioni per l’Ucraina, cessate il fuoco, decisioni efficaci su corridoi e convogli umanitari, rispetto delle parti per le regole di guerra».

12.30 – Il ministro della Difesa russo: «Raggiunta la superiorità aerea: liberiamo il Donbass»

Il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu ha confermato che l’obiettivo di Mosca in questa nuova fase dell’invasione in Ucraina è di «liberare il Donbass». Come già dichiarato alcuni giorni fa dai vertici militari del Cremlino, Shoigu ha ribadito che: «nel complesso, i principali obiettivi della prima fase di questa operazione sono stati raggiunti. Il potenziale di combattimento delle Forze armate ucraine è stato notevolmente ridotto, il che ci permette di concentrare l’attenzione e i nostri sforzi principali sul raggiungimento dell’obiettivo primario, cioè la liberazione del Donbass». Shoigu ha poi aggiunto che anche la: «superiorità aerea è stata raggiunta. Le forze aeree e la rete di difesa aera sono state praticamente distrutte».

11.13 – L’accusa della Cina agli Stati Uniti: «C’è un tentativo di sopprimere noi e la Russia»

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Wang Wenbin ha commmentato il rapporto sulla strategia di Difesa nazionale presentato nella giornata di ieri dagli Stati Uniti: «È pieno di idee da Guerra Fredda e di confronto tra i campi: Cina e Russia sono due grandi potenze e il tentativo di contenere e sopprimere entrambi i Paesi non avrà successo».

10.12 – Kiev ai suoi negoziatori: «Non mangiate e non toccate superfici»

Dopo la notizia diffusa nelle ultime ore sull’avvelenamento di Roman Abramovich, il ministro degli Esteri di Kiev Dmytro Kuleba ha chiesto ai negoziatori di prendere più precauzioni: «Non mangiare e bere nulla e preferibilmente evitare di toccare superfici». Il vice capo dell’ufficio del presidente Kyrylo Tymoshenko ha spiegato che ora i negoziatori ucraini si occuperanno soprattutto: «Insisteremo sulle garanzie di sicurezza internazionali per l’Ucraina. La pace in Ucraina è il nostro compito principale». Secondo una fonte pubblicata da Interfax, al momento è ancora tutto in fase di discussione ma ci sarebbe già sul tavolo una bozza: «Le parti hanno iniziato i negoziati a livello di capi delegazione. In particolare, è stata sollevata la questione dei termini del possibile status neutrale dell’Ucraina. Si tratta di una bozza di un certo accordo o dichiarazione. Tutto è allo stadio di discussione».

9.48 – L’attacco dei russi a Mykolaiv

Il servizio statale di emergenza ucraino sostiene che alcuni missili russi hanno colpito un edificio amministrativo regionale di nove piani, “distruggendo” la sua parte centrale nella città di Mykolaiv. L’attacco è avvenuto attorno alle 8.30 ora locale di questa mattina. In questi minuti le sirene sono tornate a suonare in città. Il governatore dell’Oblast (regione) di Mykolaiv, Vitaly Kim, ha inoltre pubblicato sui suoi canali social una foto che, questa mattina, ritrae un aero che sorvola, a bassa quota, la città. Nella foto il velivolo militare sorvola il ponte della città, tra gli obiettivi considerati più sensibili dall’esercito ucraino. «È un aereo nemico, partito dalla Crimea verso Mykolaiv», spiega il governatore.

9.44 – Ucraina: 17.200 soldati russi morti

Sarebbero in totale 17200 le perdite fra le fila russe dal giorno dell’attacco di Mosca all’Ucraina, lo scorso 24 febbraio. Lo rende noto il bollettino quotidiano dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine, appena diffuso su Facebook, che riporta cifre che non è possibile verificare in modo indipendente. Secondo il resoconto dei militari ucraini, a oggi le perdite russe sarebbero di circa 17200 uomini, 597 carri armati, 1710 mezzi corazzati, 303 sistemi d’artiglieria, 96 lanciarazzi multipli, 54 sistemi di difesa antiaerea. Stando al bollettino, che specifica che i dati sono in aggiornamento a causa degli intensi combattimenti, le forze russe avrebbero perso anche 127 aerei, 129 elicotteri, 1178 autoveicoli, 7 unità navali, 73 cisterne di carburante e 71 droni.

9.24 – Tre corridoi oggi in Ucraina

Tre corridoi umanitari verranno attivati in Ucraina, nelle regioni di Donetsk e Zaporizhzhia, per consentire l’arrivo di aiuti e la possibilità ai residenti di lasciare le città colpite dalla guerra. Lo rende noto il ministro per la Reintegrazione dei territori temporaneamente occupati dell’Ucraina Iryna Vereshchuk.

9.00 – Erdogan a russi e ucraini: vogliamo arrivare alla pace

Il presidente della Turchia Erdogan ha accolto le delegazioni della Russia e dell’Ucraina arrivate a Istanbul per i negoziati di pace. Erdogan ha esordito dicendo che Mosca e Kiev sono amiche della Turchia e ha detto che «arrivare alla pace e al cessate il fuoco il prima possibile sarà beneficio per entrambe le parti». Tra pochi minuti i rappresentanti di Mosca e di Kiev si siederanno al tavolo per il negoziato.

Erdogan ha dichiarato che sia il presidente ucraino Volodomyr Zelensky sia il presidente russo Vladimir Putin sono amici preziosi e che progressi nei negoziati aprirebbero la strada all’incontro tra i leader, che la Turchia potrebbe ospitare.

8.47 – Kiev: 17200 i soldati russi morti dall’inizio dell’invasione

Sarebbero in totale 17200 le perdite fra le fila russe dal giorno dell’attacco di Mosca all’Ucraina, lo scorso 24 febbraio. Lo rende noto il bollettino quotidiano dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine, appena diffuso su Facebook, che riporta cifre che non è possibile verificare in modo indipendente. Secondo il resoconto dei militari ucraini, a oggi le perdite russe sarebbero di circa 17200 uomini, 597 carri armati, 1710 mezzi corazzati, 303 sistemi d’artiglieria, 96 lanciarazzi multipli, 54 sistemi di difesa antiaerea. Stando al bollettino, che specifica che i dati sono in aggiornamento a causa degli intensi combattimenti, le forze russe avrebbero perso anche 127 aerei, 129 elicotteri, 1178 autoveicoli, 7 unità navali, 73 cisterne di carburante e 71 droni.

8.30 – Kuleba: La Z russa sia reato

Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba ha esortato la comunità internazionale a rendere un reato l’uso del simbolo ‘Z’ come un modo per sostenere pubblicamente la guerra di aggressione russa contro l’Ucraina. La ‘Z’ significa «crimini di guerra russi, bombardamento delle città, migliaia di ucraini uccisi», ha continuato il capo della diplomazia di Kiev, sottolineando che “il sostegno pubblico a queste barbarie deve essere vietato».

8.20 – Il bilancio dei bambini uccisi

Il bilancio ufficiale dei bambini ucraini uccisi dall’inizio dell’invasione russa è salito a quota 144: lo ha reso noto l’ufficio del procuratore generale del Paese aggiungendo che i bambini feriti sono adesso oltre 220.

7.50 – Kiev: respinti 7 attacchi russi

Le forze ucraine hanno respinto sette attacchi russi nelle ultime 24 ore distruggendo 12 carri armati e 10 veicoli da combattimento di Mosca: lo affermano funzionari di Kiev, secondo quanto riporta il Guardian. L’aviazione ucraina, inoltre, ha abbattuto 17 velivoli russi, inclusi otto aerei, tre elicotteri, quattro velivoli senza pilota e due missili da crociera.

7.10 – Intelligence Gb: russi respinti dall’esercito ucraino

L’esercito ucraino continua a combattere quello russo a nord ovest di Kiev, a Irpin, Bucha e Gostomel. E i contrattacchi hanno portato al respingimento dei russi da diverse posizioni. Lo scrive l’intelligence britannica nel suo aggiornamento sulla situazione in Ucraina, dove «la Russia rappresenta ancora una minaccia significativa per la città grazie alla sua capacità di attacco». Quanto a Mariupol, continuano i «pesanti bombardamenti tuttavia il centro della città rimane sotto il controllo ucraino. Altrove, le forze russe mantengono posizioni di blocco mentre tentano di riorganizzare e ripristinare le loro forze».

6.40 – Tutto pronto per i negoziati

Le delegazioni di Russia e Ucraina si incontreranno nella sede della presidenza al Palazzo di Dolmabahce a Istanbul questa mattina intorno alle 9.30 ora italiana. Ciascuna delle delegazioni incontrerà la parte turca prima dell’inizio dei colloqui, secondo quanto ha annunciato il presidente Recep Tayyip Erdogan dopo una riunione di gabinetto ad Ankara. Il presidente turco ha ribadito la sua speranza in un cessate il fuoco. Erdogan ha spiegato di essere in contatto telefonico con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente russo Vladimir Putin. Per il leader turco le cose si stanno muovendo in una “direzione positiva”.

6.00 – 900 kazaki rimpatriati dall’Ucraina

Almeno 900 cittadini kazaki evacuati dall’Ucraina fino ad oggi. Lo ha detto il ministero degli Esteri del Kazakistan. Un settimo aereo di rimpatrio è partito ieri da Katowice, in Polonia, con 53 passeggeri a bordo diretti ad Almaty. Ben 743 cittadini dei 900 evacuati hanno fatto rientro in patria in aereo.

5.00 – Negoziatori ucraini e russi a Istanbul

I negoziatori ucraini e russi sono arrivati a Istanbul, in Turchia, per l’atteso faccia a faccia, il primo in due settimane, volto a concordare un cessate il fuoco in Ucraina, o almeno un accordo sul soccorso umanitario agli sfollati. Lo riferisce la Bbc. «Non stiamo commerciando persone, terra o sovranità», ha detto il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba. «L’obiettivo minimo saranno i corridoi umanitari e quello massimo il raggiungimento di un accordo su un cessate il fuoco», ha aggiunto, mentre il consigliere del ministero degli Interni ucraino Vadym Denysenko si è detto scettico sulla possibilità di una svolta.

3.00 – Peskov: l’Occidente ci ha dichiarato guerra economica

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha fatto sapere all’emittente statunitense Pbs che la Russia non ha intenzione di attaccare i paesi della Nato a meno che non sia “un atto reciproco”. Rispondendo a una domanda sul possibile allargamento del conflitto a Paesi Nato, Peskov ha detto che se non ci sarà un atto reciproco, «se non ce lo fanno fare, non possiamo pensarci e non vogliamo pensarci». Ma Peskov ha anche sostenuto che l’Occidente ha dichiarato una guerra economica a Mosca. «Siamo entrati nella fase di una guerra totale», ha sottolineato. «I paesi dell’Europa occidentale, gli Stati Uniti, il Canada, l’Australia, stanno conducendo una guerra contro di noi nel commercio, nell’economia, sequestrando le nostre proprietà, i nostri fondi, bloccando le nostra transazioni finanziarie. E dobbiamo adattarci al nuova realtà», ha detto ancora Peskov. Che ha poi concluso sostenendo che Putin non ha intenzione di usare le armi nucleari: «Non credo. Ha invece dichiarato con chiarezza che se qualcuno dovesse interferire la Russa ha tutti i mezzi necessari per reagire e punire chi lo farà».

2.40 – Ucraina: continuiamo a difendere Mariupol

Lo stato maggiore delle forze armate ucraine ha detto che l’esercito continua a difendere Mariupol, mantenendo la difesa circolare all’interno della città portuale anche se le forze russe hanno consolidato il controllo dei dintorni. Intanto le forze armate ucraine, secondo la stessa fonte, hanno anche annunciato di avere abbattuto 17 bersagli aerei russi: nel dettaglio, otto aerei, quattro droni, tre elicotteri e due missili.

2.00 – Biden: Putin dittatore

Joe Biden scrive su Twitter che Putin è un dittatore. Dopo le polemiche di ieri, il presidente degli Stati Uniti è tornato ad attaccare lo Zar: «Un dittatore deciso a ricostruire un impero non cancellerà mai l’amore di un popolo per la libertà. La brutalità non distruggerà mai la volontà di essere liberi. L’Ucraina non sarà mai una vittoria per la Russia», ha scritto su Twitter.

1.00 – Gb: mercenari della Wagner in Russia

Il ministero della Difesa britannico sostiene che 1000 mercenari della compagnia russa Wagner verranno schierati in Ucraina. Il gruppo militare russo Wagner «è già presente nell’Ucraina orientale e ci aspettiamo che dispieghi oltre mille mercenari, inclusi alti dirigenti dell’organizzazione, per intraprendere operazioni di combattimento», ha scritto il ministero su Twitter aggiungendo che «a causa delle pesanti perdite e di una invasione che si è ampiamente fermata», Mosca «è stata molto probabilmente costretta a rivedere le priorità del gruppo Wagner», portando in Ucraina i suoi combattenti che si trovano in Siria e in altre zone dell’Africa.

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