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Il rapper Baby Gang annuncia il suo nuovo video: «L’ho girato in carcere». Ora è indagato

L’art. 309 ter del codice penale punisce chi procura o riceve un apparecchio telefonico nelle mura del carcere

Il rapper Baby Gang (nome d’arte di Zaccaria Mouhib), arrestato lo scorso 20 gennaio e poi scarcerato, è finito nuovamente nel mirino della procura. Il motivo? Un annuncio postato dallo stesso rapper sul suo profilo Instagram. «Ho girato una parte del mio video nel carcere di San Vittore, per questo mi sono permesso di dire che il mio prossimo singolo rimarrà nella storia del rap» ha scritto il cantante, come didascalia di una foto che lo ritrae in cella mentre fuma una sigaretta. «Sono il primo artista “detenuto” ad aver girato un video in un carcere vero e proprio». L’annuncio ha fatto scattare gli accertamenti della procura: introdurre indebitamente un apparecchio telefonico nelle mura del carcere rappresenta un reato ai sensi dell’Art. 391 ter. Pertanto, subito dopo che Baby Gang ha condiviso la foto sopracitata con i suoi 707k follower, da San Vittore hanno subito inviato una comunicazione di notizia di reato in procura, a cui ha fatto seguito l’apertura di un fascicolo da parte del pm di turno Giovanni Polizzi.


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Il rapper era già noto alle autorità per alcuni raduni abusivi a San Siro a cui avrebbe preso parte. Avrebbe utilizzato la sua influenza sui social per promuovere «in zone aperte al pubblico delle riunioni non autorizzate che sono sfociate in scontri con le forze dell’ordine». Inoltre è stato accusato di aver commesso alcune rapine, per le quali è stato arrestato – prima della scarcerazione – insieme ad altri due rapper, Amine Ez Zaaraoui, noto come Neima Ezza, e Samuel Matthew Dhahri, detto Samy.

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